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Disposizioni ministeriali su ambiti e limiti dei veicoli per le aziende

lentepubblica.it • 21 Aprile 2015

auto_aziendaleIl Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è intervenuto nell’ambito dei veicoli adibiti al trasporto cose conto proprio e conto terzi, definendo gli ambiti e i limiti dei veicoli acquisiti (in uso) dalle aziende, tramite locazione o comodato, per più di 30 giorni.

 

Il Ministero, riconoscendo le difficoltà operative nella sua circolare chiarisce, con esempi, come si deve operare in occasione di acquisizioni di veicoli, ricordando che agli inadempienti sono riservate sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da un minimo di € 2.500 ad un massimo di € 15.000.

 

Alleghiamo, perciò la circolare ministeriale.

 

E’ utile ricordare inoltre che trattandosi di normativa nazionale, le indicazioni contenute nella Circolare in parola valgono solo per il territorio nazionale.

 

Come è noto l’ art. 94, comma 4bis del Codice della strada stabilisce, tra l’altro, che gli atti che comportino la disponibilità di un veicolo per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall’intestatario della carta di circolazione, debbano – nei casi previsti dalla medesima disposizione essere dichiarati agli Uffici della motorizzazione civile per le prescritte variazioni dei documenti di circolazione o, se del caso, dell’archivio nazionale dei veicoli.

 

Con D.P.R. 198/2012 sono stati, inoltre, previsti gli adempimenti da espletare per l’esecuzione di quanto sancito dalla norma sopra citata e sono state indicate le fattispecie oggetto della predetta comunicazione.

 

In materia sono state adottate per i veicoli non commerciali – in sostanza, le autovetture e per i motocicli – le circolari della Direzione Generale per la Motorizzazione n. 15513 del 10 luglio 2014 e n. 23743 del 27 ottobre 2014, alle quali può farsi riferimento nei limiti della loro attuale applicabilità.

 

Pertanto, ferme restando le disposizioni di carattere generale in tema di autotrasporto di cose in conto proprio e in conto terzi (accesso alla professione, requisito di stabilimento, accesso al mercato e relativi vincoli e limiti), sembra utile operare un riepilogo delle disposizioni che regolamentano la materia, individuando in maniera analitica le fattispecie ammissibili di disponibilità temporanea dei veicoli utilizzati per l’autotrasporto professionale o, nel caso del conto proprio, per i veicoli utilizzati in attività di trasporto complementari ed accessorie ad altra attività esercitata a titolo principale.

Fonte: CGIA Mestre
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