fbpx

Violenza sulle donne, le frasi sbagliate dei Quotidiani: la denuncia

lentepubblica.it • 9 Settembre 2019

violenza-sulle-donne-frasiContinua l’informazione distorta in merito alla violenza sulle donne, con frasi sbagliate da parte dei quotidiani che lanciano messaggi sbagliati e pericolosi. La denuncia arriva da vari sindacati del mondo dell’editoria.


Violenza sulle donne, le frasi sbagliate dei Quotidiani rischiano di acuire e peggiorare la situazione attuale e favorire colposamente i femminicidi.

La denuncia, dopo i titoli di giornale scritti all’indomani dell’ennesimo femminicidio, arriva dalle Commissioni Pari Opportunità di Federazione nazionale della Stampa italiana, dal Consiglio nazionale Ordine dei Giornalisti e Usigrai e dalll’associazione Giulia Giornaliste.

Violenza sulle donne, le frasi sbagliate dei Quotidiani

A scatenare l’ira dei Sindacati, che chiedono immediatamente una risposta sul tema, dopo i titoli di giornale indecenti pubblicati a seguito dell’ultimo caso di femminicidio a Piacenza.

Questa qui di seguito è parte del Comunicato di denuncia lanciato da sindacati e associazioni sopra citati.

“L’amava, ma lei l’aveva respinto”. “Un gigante buono incapace di fare del male”. “Voleva tornare con lei, ma la donna aveva deciso di chiudere il rapporto”. “Un raptus per troppo amore”.

L’elenco delle parole sbagliate per raccontare la violenza sulle donne si arricchisce, ad ogni femminicidio, di nuove giustificazioni per il colpevole e di nuove coltellate alla vittima, che scompare, non solo fisicamente: è una figura marginale nella ricostruzione, verso di lei non c’è rispetto, al massimo attenzione morbosa. L’ultimo caso, a Piacenza, nei titoli e nei contenuti, sui giornali, ma anche in televisione, in radio e sul web, inorridisce, per la superficialità.

Il racconto è concentrato sull’uomo, e sui complici, quasi si cercasse una spiegazione per riabilitarli.

Le Commissioni Pari Opportunità di Federazione nazionale della Stampa italiana, Consiglio nazionale Ordine dei Giornalisti e  Usigrai e l’associazione Giulia Giornaliste denunciano, ancora una volta, la mancata applicazione del Manifesto di Venezia: le cronache di oggi, e dei molti casi, purtroppo quasi quotidiani, sono in palese, pericoloso contrasto con una informazione “attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere”.

Articoli zeppi di stereotipi e pregiudizi, che sembrano negare l’esigenza di un profondo cambiamento culturale, che deve partire dall’informazione. L’uso di termini come raptus e amore ha il solo effetto di fornire una cronaca distorta di crimini efferati dettati solo dalla volontà di annientamento.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
avatar
  Subscribe  
Notificami