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Zone franche urbane, regione Sicilia: ecco i numeri per usufruire degli sconti fiscali

lentepubblica.it • 23 Giugno 2014

Benefici d’imposta tramite la diminuzione dei versamenti e fino a un limite massimo di 200mila euro, che si dimezza per le imprese del settore del trasporto su strada

Istituiti, con la risoluzione 65/E del 23 giugno, diciotto codici tributo per altrettante Zone franche urbane della Sicilia ricadenti nell’obiettivo Convergenza. Dovranno utilizzarli le micro e piccole imprese situate in quelle aree, per beneficiare, tramite compensazione con modello F24, delle agevolazioni fiscali e contributive previste dal Dl 179/2012 e disciplinate dal decreto 10 aprile 2013 del ministero dello Sviluppo economico.
 
In particolare, grazie allo speciale regime di favore, le aziende che ne hanno i requisiti, sono esentate dalle imposte sui redditi, dall’Irap e dall’Imu, e sono esonerate dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Lo sconto massimo di cui possono usufruire è di 200mila euro, importo che scende a 100mila euro per le imprese del settore trasporto su strada.

Gli sconti devono, quindi, essere applicati attraverso la riduzione dei versamenti da effettuare esclusivamente in compensazione mediante F24. Il modello può essere presentato soltanto attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, Fisconline ed Entratel: in caso contrario, l’operazione di versamento sarà scartata. Ecco i nuovi arrivati:

  • “Z117” – Aci Catena
  • “Z118” – Acireale
  • “Z119” – Bagheria
  • “Z120” – Barcellona Pozzo di Gotto
  • “Z121” – Castelvetrano
  • “Z122” – Catania
  • “Z123” – Enna
  • “Z124” – Erice
  • “Z125” – Gela
  • “Z126” – Giarre
  • “Z127” – Lampedusa e Linosa
  • “Z128” – Messina
  • “Z129” – Palermo (Brancaccio)
  • “Z130” – Palermo (Porto)
  • “Z131” – Sciacca
  • “Z132” – Termini Imerese (inclusa area industriale)
  • “Z133” – Trapani
  • “Z134” – Vittoria

Nel modello di versamento, i codici devono essere riportati nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, se il contribuente deve riversare l’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

 

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