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A cosa serve il Certificato di esistenza in vita?

lentepubblica.it • 22 Aprile 2022

certificato-di-esistenza-in-vitaEcco riassunte alcune indicazioni utili per i cittadini riguardanti il Certificato di esistenza in vita. A cosa serve, come richiederlo, validità e altro ancora.


Scopriamo quali sono le specifiche in questo caso del Certificato di esistenza in vita e quali sono i requisiti per ottenerlo.

Che cos’è e a cosa serve il Certificato di esistenza in vita?

È il documento che certifica che la persona a cui è intestato è vivente alla data del rilascio dello stesso.

In genere serve per:

  • riscossione della pensione
  • assicurazioni sulla vita
  • delegare altra persona alla riscossione della pensione
  • o altri casi similari

Può richiedere il certificato qualunque persona interessata, che conosca i dati anagrafici (nome, cognome, data di nascita) e il comune di residenza dell’intestatario del certificato.

Validità

La sua validità è di 6 mesi, ma può essere utilizzato anche dopo questo termine.

Questo se si aggiunge una nota in cui si dichiara che le informazioni contenute non hanno subito delle variazioni.

Come ottenerlo?

Il certificato si può ottenere online tramite il servizio predisposto dal Ministero dall’Interno.

O, in alternativa occorre presentarsi all’Ufficio Anagrafe muniti di documento di identità valido. In questa sede dovrà compilare un modulo specificando l’uso per il quale si richiede il certificato e i dati del proprio documento.

Oppure infine si può inviare richiesta per posta. In tal caso la richiesta potrà essere inviata a mezzo posta alla Direzione del Settore del proprio Comune.

Nel caso in cui l’interessato risieda all’estero, la richiesta potrà essere inviata sempre alla Direzione del Settore per posta oppure tramite le Ambasciate o Circoscrizioni Consolari.

Autocertificazione

Questo certificato può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva di certificazione o autocertificazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 46 D.P.R. 445/2000.

A partire dal 1° Gennaio 2012 (ai sensi della Legge 12 novembre 2011 n. 183) le pubbliche amministrazioni (Comuni, INPS, Agenzia Entrate, scuole, ecc..) e i privati gestori di pubblici servizi (acqua, gas, luce, ecc.) non possono più richiedere né accettare certificazioni relative a stati, qualità personali e fatti rilasciate da altre pubbliche amministrazioni.

Tali Enti, infatti, devono acquisire d’ufficio i dati e le informazioni di interesse oppure richiedere al cittadino di autocertificarle.

Pertanto tutti i certificati verranno rilasciati con la seguente indicazione: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”.

I modelli di autocertificazione sono disponibili sul sito dei Servizi Demografici del proprio Comune.

I nuovi certificati anagrafici on line

Ricordiamo, per concludere, che dal 15 novembre scorso è attivo il servizio che consente di ottenere i certificati anagrafici on line in maniera autonoma e gratuita.

Questo nuovo servizio e questa nuova banca dati Nazionale consente, attraverso una costante semplificazione e standardizzazione delle procedure, di offrire “servizi digitali” Facili, Accessibili, Efficienti, Sicuri.

Inoltre l’interoperabilità tra Enti, consente al Cittadino di non dover comunicare ad ogni ufficio della Pubblica Amministrazione i suoi dati anagrafici o il cambio di residenza.

Per cui se prima le identità di tutti i cittadini erano disperse in quasi ottomila comuni, oggi sono raccolte in un’unica Anagrafe.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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