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Acquisto di beni e servizi: maggior tempo agli Enti Locali

lentepubblica.it • 24 Novembre 2016

acquisti_centralizzatiEnti locali: un anno di tempo in più per programmare gli acquisti di beni e servizi. A seguito dell’approvazione di un emendamento alla manovra di bilancio 2017, gli enti locali avranno più tempo per pianificare i propri acquisti di beni e servizi.

 

L’adempimento è stato introdotto dall’art. 21 del D.Lgs. n. 50/2016. Le amministrazioni aggiudicatrici adottano il programma biennale degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei lavori pubblici, nonchè i relativi aggiornamenti annuali. I programmi sono approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza con il bilancio. Le opere pubbliche incompiute sono inserite nella programmazione triennale di cui al comma 1, ai fini del loro completamento ovvero per l’individuazione di soluzioni alternative quali il riutilizzo, anche ridimensionato, la cessione a titolo di corrispettivo per la realizzazione di altra opera pubblica, la vendita o la demolizione.

 

Il programma triennale dei lavori pubblici e i relativi aggiornamenti annuali contengono i lavori il cui valore stimato sia pari o superiore a 100.000 euro e indicano, previa attribuzione del codice unico di progetto di cui all’articolo 11, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, i lavori da avviare nella prima annualità, per i quali deve essere riportata l’indicazione dei mezzi finanziari stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio, ovvero disponibili in base a contributi o risorse dello Stato, delle regioni a statuto ordinario o di altri enti pubblici. Per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 euro, ai fini dell’inserimento nell’elenco annuale, le amministrazioni aggiudicatrici approvano preventivamente il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Le amministrazioni aggiudicatrici individuano anche i lavori complessi e gli interventi suscettibili di essere realizzati attraverso contratti di concessione o di partenariato pubblico privato.

 

Nell’elencazione delle fonti di finanziamento sono indicati anche i beni immobili disponibili che possono essere oggetto di cessione. Sono, altresì, indicati i beni immobili nella propria disponibilità concessi in diritto di godimento, a titolo di contributo, la cui utilizzazione sia strumentale e tecnicamente connessa all’opera da affidare in concessione.

 

La modifica approvata alla Camera, invece, consente di spostare tutto al prossimo bilancio, che riguarderà il triennio 2018-2020, anche se, il contenitore degli atti di programmazione settoriale, dopo la riforma contabile imposta dal D.Lgs. n.118/2011, è il documento (non a caso definito) unico di programmazione.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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