Anagrafe Tributaria: le banche dati come funzionano?

Simone Bellitto • 14 Gennaio 2019

anagrafe-tributaria-banche-datiAnagrafe Tributaria: le banche dati come funzionano? Ecco alcuni importanti chiarimenti su questo argomento importante ma a tratti non perfettamente chiaro.


Tale obbligo è in vigore a partire dalle forniture relative al 2004. Con lo stesso provvedimento sono state introdotte modifiche riguardanti i valori ammessi nei campi importo e valuta (Euro), e sono state definite nuove scadenze per l’invio dei dati.

 

L’anagrafe tributaria, ricordiamo, istituita con il decreto del presidente della Repubblica 29 settembre 1973 n. 605, è la banca dati utilizzata per la raccolta e l’elaborazione dei dati relativi alla fiscalità dei contribuenti italiani.

 

L’elemento chiave del sistema informativo era la banca dati dell’Anagrafe Tributaria, la cui implementazione venne affidata alla Sogei (acronimo di Società generale di informatica), un’azienda a controllo pubblico costituita a tale scopo. Le attività della nuova società partirono nel 1976 con il rilascio dei codici fiscali e delle partite IVA ai cittadini ed alle imprese (questi codici univoci costituiscono tuttora le chiavi di accesso dell’archivio anagrafico dei contribuenti). Successivamente vennero definiti i primi meccanismi di controllo automatico delle dichiarazioni dei redditi e di elaborazione ed incrocio dei dati di natura fiscale, ai fini di potenziare l’attività di contrasto all’evasione fiscale.

 

L’Agenzia delle Entrate, negli anni scorsi, ha inoltre rimarcato la strategicità di una banca dati immobiliare integrata funzionale sia alla gestione del territorio (pianificazione urbanistica, protezione civile, sicurezza delle abitazioni) sia alla gestione della fiscalità, non solo sul versante dei controlli, ma anche su quello altrettanto importante dei servizi offerti ai cittadini.

 

Comunicazioni all’anagrafe tributaria

 

Dal 2002 ad oggi è in atto l’estensione del sistema informativo della fiscalità, per renderlo direttamente fruibile tramite internet ai cittadini, nell’ottica più generale del processo di semplificazione del dialogo Cittadini-Imprese/Istituzioni e nel solco dell’e-government, gestito dall’Agenzia delle entrate e reso accessibile tramite il sito internet di quest’ultima.

 

Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 9 luglio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2001, è stata introdotta la possibilità di utilizzare il Servizio Telematico per le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria per le tipologie di dati indicate nel Provvedimento stesso. Con il medesimo provvedimento sono state stabilite le modalità tecniche di trasmissione.

 

Successivamente, è stata estesa la possibilità di utilizzare il Servizio Telematico per le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria, anche per altre tipologie di dati:

 

  • Monitoraggio fiscale
  • Erogazioni liberali
  • Utenze telefoniche, idriche e del gas, ecc…

 

Infine, con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 marzo 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 21 marzo 2005, è stato esteso a tutte le forniture indicate nel provvedimento stesso, l’obbligo esclusivo dell’invio per via telematica.

 

Prima della trasmissione telematica è necessario predisporre il file contenente le comunicazioni oggetto della trasmissione.

 

Per operare tale predisposizione l’utente può ricorrere a pacchetti software di mercato oppure utilizzare, per alcune tipologie di comunicazioni (contratti di appalto, atti di concessioni, autorizzazioni e licenze, iscrizioni, variazioni e cancellazioni negli albi, registri ed elenchi tenuti dagli ordini professionali, dati relativi agli esercenti di aeromobili, dati relativi alle iscrizioni di aeromobili ed alla loro proprietà, dati relativi alle iscrizioni di natanti ed alla loro proprietà) ai relativi pacchetti software che l’Agenzia delle Entrate ha da tempo messo a disposizione nella sezione Software del sito www.agenziaentrate.gov.it.

 

Per poter trasmettere le comunicazioni per via telematica, inoltre, gli utenti sono tenuti ad utilizzare l’ultima versione del pacchetto software di controllo, messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate nella sezione “Software” di questo sito.

 

Tale pacchetto provvede a controllare la conformita’ del file alle specifiche tecniche: in questa fase viene riscontrata l’effettiva rispondenza dei dati comunicati con quanto indicato nelle specifiche tecniche e viene contestualmente predisposto un file contenente esclusivamente i dati corretti. Gli eventuali errori o incongruenze, individuabili dal progressivo del record della comunicazione iniziale e dal Codice fiscale (se indicato), vengono dettagliatamente segnalati su un apposito file (con estensione .dgn). In caso di presenza di errori (in misura inferiore al 33%) sarà cura dell’utente decidere se:

 

  • effettuare le correzioni sulla fornitura iniziale, eseguire nuovamente il controllo dei dati e inviare l’intera fornitura corretta in una unica soluzione;
  • suddividere l’invio in più soluzioni inviando in prima istanza i soli dati risultati corretti e con successive forniture le sole occorrenze (con le necessarie correzioni) che al primo controllo avevano presentato anomalie;

Si precisa che l’effettuazione del controllo di conformita’ è obbligatoria. 

 

Le novità dell’archivio dei rapporti finanziari

 

Il Dl “Salva Italia” (Dl 201/2011) ha introdotto l’obbligo, per gli operatori finanziari, di comunicare all’Anagrafe tributaria – denominata Archivio dei rapporti con operatori finanziari – le informazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi. La comunicazione – effettuata attraverso l’infrastruttura SID, in linea con quanto indicato dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali – pdf – si affianca a quella relativa all’Anagrafe dei rapporti finanziari, regolata dai provvedimenti del 19 gennaio 2007 e del 29 febbraio 2008.

 

A partire dal 1° gennaio 2016, le comunicazioni delle informazioni mensili (aperture e cessazioni di rapporti) e annuali (saldi, movimenti e altri dati contabili) sono effettuate in base al tracciato e alle specifiche tecniche stabilite dal provvedimento del 25 gennaio 2016 tramite l’infrastruttura SID.

 

Nell’ambito del pacchetto delle misure anti-evasive varate in sede di conversione del D.L. n. 119/2018, successivamente avvenuta a cura della legge n. 136/2018, emerge la volontà del Legislatore di potenziare le attività di analisi del rischio anche propedeutiche alla selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo fiscale.

 

Per questo, gli archivi dei rapporti finanziari aprono anche alla Guardia di Finanza per le attività di analisi del rischio di evasione e per le valutazioni di impatto, quantificazione e monitoraggio dell’evasione fiscale. Il decreto fiscale 2019 collegato alla legge di Bilancio 2019 permette, infatti, alla Guardia di Finanzia l’accesso alla specifica sezione dell’Anagrafe tributaria, che contiene tutte le informazioni finanziarie dei contribuenti, come trasmesse dagli operatori obbligati per legge.

 

Fonte: articolo di Simone Bellitto
avatar
  Subscribe  
Notificami