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Anomalie negli Studi di Settore: nuove indicazioni dall’Agenzia delle Entrate

lentepubblica.it • 18 Luglio 2019

anomalie-studi-di-settoreAnomalie negli Studi di Settore: l’Agenzia delle Entrate fornisce una nuova serie di indicazioni.


Nell’ambito dell’attività di compliance, l’Agenzia delle Entrate ha individuato una serie di nuove anomalie riferite ai dati degli studi di settore per il triennio di imposta 2015-2016-2017 per le quali invita i contribuenti a fornire indicazioni o a provvedere al ravvedimento operoso.

Anomalie negli Studi di Settore

Nel caso in cui un contribuente risulti interessato da più tipologie, sarà elaborata una sola comunicazione.

Fra i casi di anomalie più importanti anche per il triennio 2015-2016-2017, figurano:

– imprese/professionisti: omessa indicazione del valore dei beni strumentali in presenza di ammortamenti

– imprese: situazioni di incoerenza nella gestione del magazzino

– imprese: incoerenza tra lo studio di settore presentato e gli “elementi specifici” dell’attività dichiarati.

Inoltre, come per il precedente triennio, non selezionate le attività cessate: gli studi di settore sono uno strumento che il fisco italiano utilizza per rilevare i parametri fondamentali di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese.

Infatti, la parte principale consiste nella raccolta sistematica dei dati che caratterizzano l’attività e il contesto economico in cui opera l’impresa. Allo scopo di valutare la sua capacità reale di produrre reddito e sono impiegati per l’accertamento induttivo degli esercenti arti e professioni e imprese.

Gli studi di settore sono costruiti secondo un procedimento statistico che viene verificato e approvato, prima dell’entrata in vigore, dalla cosiddetta Commissione degli Esperti, un organismo formato da rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle organizzazioni di categoria.

Infine, iprocedimento si articola essenzialmente in queste fasi:

  • raccolta di elementi quantitativi e qualitativi su una determinata attività;
  • individuazione di modalità omogenee di svolgimento della stessa (cluster)
  • determinazione dei ricavi presunti dell’attività.
Fonte: CGIA Mestre
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