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Appropriazione indebita di Fondi Pubblici: scandalo alla Provincia

lentepubblica.it • 17 Dicembre 2017

corte dei conti condanneDanno erariale per mandati di pagamento falsi e condotta appropriativa delle risorse pubbliche connotata da dolo: queste le pesanti accuse nei confronti di alcuni dirigenti pubblici della Provincia di Vibo, per i quali ha emesso una sentenza di condanna la Corte dei Conti.


 

A finire alla barra degli imputati sono l’ex responsabile della Ragioneria della Provincia di Vibo Valentia, Mirella Currò; la dott.ssa Armanda De Sossi, ex responsabile della dell’area finanziaria; e infine anche la Banca Monte dei Paschi di Siena, tesoriere della Provincia.

 

Condannati a pagare, rispettivamente, in favore dell’amministrazione provinciale le somme di 1.281.525,70 euro, 453.500,00 euro e 101.410,00 euro. Ovviamnete tutto ciò oltre alla rivalutazione monetaria, su base annua e secondo gli indici Istat, decorrente dalla data di emissione di ciascuno dei mandati di pagamento.

 

Infatti i casi incrimnati riguardano una serie di mandati di pagamenti emessi tra agosto 2009 e novembre 2011 dalle casse della Provincia, tutti in favore di congiunti della Currò. Quattordici emessi in favore di una nipote, tre in favore del marito dell’ex funzionaria, Baldassarre Bruzzano, uno nei confronti di un’altra nipote. Il tutto per un totale di un milione e 281mila euro.

 

Il dirigente e la banca-tesoreria sono stati condannati a titolo di responsabilità sussidiaria e per condotta gravemente colposa. Esclusa per la dirigente la cooperazione dolosa, la colpa però è quella relativa a un preciso dovere di vigilanza e controllo che, nella vicenda all’esame è stato dalla medesima più volte disatteso.

 

Gli esiti dell’indagine della Guardia di Finanza dimostrano per la Corte dei Conti, da parte della Ragioniera, una piena coscienza e volontà del danno, una condotta appropriativa delle risorse pubbliche connotata da dolo, in quanto realizzata attraverso un’attività truffaldina dispiegatasi mediante molteplici macchinazioni ed artifizi.

 

Questo caso di mele marce non è unico nelle Pubbliche Amministrazioni italiane, putroppo.

 

Si ricorda, alla fine dell’anno scorso, il caso che ha scosso il comune di Aci Catena (provincia di Catania) dove l’ex sindaco di Ascenzio Maesano, era stato arrestato nel mese di Ottobre con l’accusa di corruzione. Con lui a giudizio anche Orazio Barbagallo, ex consigliere comunale e vice capo della Ragioneria generale dello stesso ente, e Giovanni Cerami, amministratore di fatto della società Halley Consulting Spa. Ex sindaco e consigliere sono stati in seguito condannati, col rito abbreviato, per corruzione a 4 anni di reclusione ciascuno.

 

Oppure, infine, si ricorda il recente caso del sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, indagato dalla procura per concussione, con l’accusa di aver chiesto favori sessuali ad una delle rappresentanti di un’associazione culturale cittadina, in cambio di contributi da destinare allo stesso sodalizio.

 

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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