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BCE: abbassate le stime della ripresa economica dell’Eurozona

lentepubblica.it • 25 Settembre 2015

soldi agendaLe proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate in settembre dagli esperti della Bce prevedono una crescita annua del Pil in termini reali dell’1,4% nel 2015, dell’1,7% nel 2016 e dell’1,8% nel 2017. E’ quanto si legge nel bollettino Bce: rispetto a giugno le prospettive per l’incremento del Pil sono state riviste al ribasso, principalmente per effetto della minore domanda esterna riconducibile alla più debole espansione nei mercati emergenti.

 

“Secondo la valutazione del Consiglio direttivo –  si legge nel rapporto – i rischi per le prospettive dell’attività economica restano orientati verso il basso, di riflesso soprattutto alla maggiore incertezza legata al contesto esterno. In particolare, gli attuali andamenti nelle economie emergenti potrebbero ripercuotersi ancora negativamente sulla crescita mondiale attraverso gli effetti sul commercio e sul clima di fiducia”.

 

“Oggi si può imboccare la strada della ripresa”: a sostenerlo intanto è stato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, durante il suo intervento a Milano alla cerimonia per i 70 anni della Federazione nazionale associazioni agenti e rappresentanti di commercio (Fnaarc). “Oggi – ha detto – i dati economici ci suggeriscono qualcosa di positivo.C’é stato un risveglio dei consumi: a luglio 2015 abbiamo avuto un aumento del 2,1% rispetto al 2014”. Ma, ha sottolineato, “la prudenza è d’ obbligo perché dopo molti anni di crisi tornare a crescere è difficile. Ma oggi si può imboccare la strada della ripresa”.

 

A patto che, ha proseguito, il Governo agisca “sul triste primato di una pressione fiscale tra le più alte al mondo” e “tagliando la spesa pubblica improduttiva, da subito e con più coraggio, per trovare le risorse necessarie per una riduzione generalizzata delle aliquote Irpef e per scongiurare il pericolo delle clausole di salvaguardia”.

 

“Questo compleanno vuole dire fondamentalmente tre cose: orgoglio, responsabilità e una sfida” per il futuro, ha concluso Sangalli, festeggiando i 70 anni di Fnaarc (che associa oltre 60 mila agenti di commercio) e della stessa Confcommercio. In Italia lavorano in questo settore 250mila operatori, che intermediano il 70% circa del Pil italiano, sviluppano ogni giorno un milione di contati con il mondo delle imprese e l’utenza finale, percorrendo ogni anno 7,5 miliardi di chilometri.

 

Fonte: Confcommercio
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