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Un primo bilancio sulla sperimentazione del 730 precompilato

lentepubblica.it • 3 Agosto 2015

accesso, scadenza, modelloDal 15 aprile 2015, l’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione di oltre 20 milioni di cittadini il modello 730 precompilato che rappresenta un ulteriore e fondamentale passaggio per costruire un rapporto tra fisco e cittadini sempre più rivolto alla fiducia, alla collaborazione e alla semplificazione degli adempimenti.
Il progetto, avviato sperimentalmente per il 2015, è stato realizzato in tempi molto ristretti – il decreto legislativo 175, che ha introdotto la precompilata, è entrato in vigore il 13 dicembre scorso – e i primi risultati, al termine della campagna dichiarativa di quest’anno che si è conclusa il 23 luglio, confermano il successo dell’iniziativa presso i contribuenti e gli intermediari coinvolti: basti pensare che dall’inizio dell’anno sono stati richiesti da 2,5 milioni di cittadini i pin per l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia e circa 2 milioni di cittadini hanno visualizzato direttamente on line la propria dichiarazione precompilata.

 

L’Agenzia ha predisposto la dichiarazione per circa 20,4 milioni di contribuenti: di questi, quasi 18,5 milioni avevano presentato, lo scorso anno, il modello 730, mentre 2 milioni, pur avendo i requisiti per la presentazione del 730, nel 2014 avevano preferito utilizzare il modello Unico.
I modelli 730 trasmessi all’Agenzia, al 23 luglio, direttamente dai contribuenti o tramite intermediari, si attestano intorno ai 19 milioni: questo significa che 93 contribuenti su 100 hanno scelto di utilizzare il 730 precompilato e che circa 500mila soggetti che lo scorso anno hanno utilizzato il modello Unico hanno optato per la presentazione del 730, a testimonianza del successo riscontrato presso i cittadini.

 

Risulta, inoltre, che circa 1,4 milioni di contribuenti hanno visualizzato, lavorato e trasmesso la propria dichiarazione in completa autonomia, attraverso la procedura web messa a disposizione sul sito dell’Agenzia delle entrate, senza necessità di rivolgersi a un intermediario e di sopportarne i relativi costi.
Si tratta di una novità assoluta, perché fino allo scorso anno non era possibile presentare il modello 730 direttamente, ma era necessario richiedere l’assistenza del proprio sostituto d’imposta o di un Caf o di un professionista.

 

La crescita esponenziale del numero di cittadini che hanno richiesto e ottenuto le credenziali di accesso ai servizi telematici dell’Agenzia costituisce un importante presupposto non solo per allargare la platea di soggetti che, nei prossimi anni, potranno gestire direttamente la precompilata, ma anche per consentire una maggiore diffusione, in generale, dei servizi fiscali on line. Per i contribuenti che, invece, hanno scelto di rivolgersi a un intermediario, è previsto il grande vantaggio di non dover più conservare i documenti giustificativi delle spese indicate in dichiarazione perché questi, in caso di controlli documentali da parte dell’Agenzia, saranno richiesti direttamente al Caf o al professionista che ha trasmesso la dichiarazione e, in caso di irregolarità riscontrate, sarà l’intermediario a risponderne.

 

Il sistema delineato dalla dichiarazione precompilata, oltre ai vantaggi immediati ed evidenti per i cittadini, pone le basi per ulteriori azioni di miglioramento, quali la previsione di nuove modalità semplificate di assolvimento dell’obbligo dichiarativo, che potranno essere sviluppate anche grazie all’imponente mole di dati, utilizzati per la predisposizione delle dichiarazioni, che l’Agenzia ha oggi a disposizione. Si pensi, ad esempio, ai dati inviati dai sostituti d’imposta con le Certificazioni uniche: nel primo anno di avvio della procedura, nonostante le difficoltà connesse a un adempimento totalmente nuovo per i sostituti, sono state trasmesse, entro il 7 marzo, oltre 60 milioni di certificazioni.
Entro il 28 febbraio, inoltre, sono pervenuti i dati inviati da banche, assicurazioni ed enti previdenziali relativi ad alcuni oneri detraibili e deducibili: si tratta di oltre 100 milioni di operazioni relative a premi assicurativi, interessi passivi sui mutui e contributi previdenziali.

 

A regime, la disponibilità dei dati contenuti nelle Certificazioni uniche già dal mese di marzo di ogni anno, tenuto conto dell’obbligo introdotto dall’articolo 15 del Dlgs 175/2014 di esporre nel modello F24, a decorrere dal 1° gennaio 2015, le compensazioni effettuate dai sostituti, potrà consentire, a partire dalle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2015, un’importante semplificazione del modello 770, auspicata sia dai contribuenti che dagli intermediari.

Ancora, i dati desumibili dalle Certificazioni uniche e dalle comunicazioni degli enti esterni potranno essere utilizzati dall’Agenzia per sviluppare servizi sempre più efficienti per i cittadini nell’ottica di favorire la compliance fiscale: ad esempio, grazie alle certificazioni pervenute, sarà possibile individuare i soggetti che, sia pure titolari di redditi, non hanno presentato il modello 730 e prevedere dei “reminder”, da trasmettere anche in via telematica, per avvisare i contribuenti della circostanza in tempo utile per rimediare, se necessario, mediante la presentazione di un modello Unico Persone fisiche.

 

Per quanto riguarda le comunicazioni degli “enti esterni” quali banche, assicurazioni ed enti previdenziali, va ricordato che questi soggetti già trasmettevano i dati relativi agli oneri sostenuti dai contribuenti nell’anno precedente, per finalità di controllo, entro il mese di aprile di ogni anno. Dal 2015, questi dati sono stati utilizzati, per la prima volta, in modalità massiva, e con un diverso obiettivo, cioè la compilazione della dichiarazione.
A valle della presentazione dei modelli sarà avviata un’attività di analisi della qualità di tali dati, mediante il confronto tra le informazioni precompilate e le eventuali modifiche e integrazioni apportate dai contribuenti, per testare la bontà dei criteri di “filtro” che l’Agenzia ha adottato nell’utilizzo delle informazioni ricevute, e quindi individuare le possibili aree di intervento e i conseguenti margini di miglioramento.

 

La sperimentazione avviata quest’anno, inoltre, ha avuto l’effetto di far emergere prassi non lineari ma ormai consolidate che, negli anni, hanno determinato distorsioni “strutturali” del sistema dichiarativo, in relazione alle quali sono state stabilite regole certe e univoche a garanzia dei contribuenti; si pensi, ad esempio, ai frequenti ritardi, da parte dei sostituti d’imposta, nella consegna delle certificazioni ai propri sostituiti, o alle certificazioni di lavoro autonomo, che finora venivano redatte in forma libera, non sempre di facile utilizzo e comprensibilità. Si può prevedere che situazioni simili possano presentarsi nei prossimi anni, in particolare dal 2016, quando l’Agenzia si troverà a dover gestire i dati relativi alle spese mediche sostenute dai cittadini; l’impegno sarà sempre rivolto alla definizione di procedure standard, per costruire un rapporto corretto e chiaro nel dialogo con i cittadini.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Irene Emberti Gialloreti
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