Il bonus affitti appesantirebbe i canoni di locazione

lentepubblica.it • 18 Settembre 2014

Il sindacato degli inquilini lancia l’allarme per il bonus-affitti. Lo sconto per chi compra una casa nuova e poi la dà in locazione rischia di svantaggiare chi affitta un immobile.

L’effetto della norma che consente di dedurre dalla dichiarazione dei redditi il 20% del prezzo d’acquisto di una casa nuova o completamente ristrutturata, fino ad un massimo di 300 mila euro rischia di non tradursi in un effettivo vantaggio per gli inquilini. E’ quanto denuncia il Sunia, il sindacato degli inquilini.

La misura, introdotta nel Decreto legge Sblocca Italia, vincola il bonus alla circostanza che il canone di locazione risulti non superiore a quello «concordato» o, e questo è il punto, a quello stabilito ai sensi della legge che ha introdotto i “canoni speciali”. E in tal caso, osserva il Sunia, l’importo  potrebbe risultare superare quelli di mercato vanificando l’intento di tenere “bassi” i canoni di affitto.

I canoni speciali sono quelli relativi a unità abitative realizzate o recuperate nei Comuni ad alta tensione abitativa, la cui superficie complessiva non può essere superiore a 100 metri quadrati. Queste abitazioni sono vincolate a un canone speciale annuo che non deve eccedere il 5 per cento del valore convenzionale dell’alloggio locato.

Secondo il Sunia è sbagliato introdurre, come fa il decreto,la possibilità di scegliere tra canone concordato e canone speciale. “Gli affitti degli alloggi con canone speciale, per le regole cui sono sottoposti, potrebbero finire per superare i 1.200 euro mensili” spiega il segretario generale del Sunia, Daniele Barbieri. Ecco l’esempio: se il valore della casa acquistata è 300 mila euro, l’affitto a canone speciale può arrivare al 5% di quella cifra, cioè 15 mila euro annui, pari a 1.250 euro mensili. Un affitto superiore a quello di mercato che consentirebbe a chi affitta una deduzione di 60 mila euro. “Un risultato incredibile  osserva Barbieri: un trasferimento di risorse alla rendita senza alcuna contropartita in termini sociali”. Secondo Barbieri, pertanto, “in sede di conversione oppure con il decreto attuativo, bisognerà chiarire che il canone di affitto da applicare è quello inferiore tra le possibili alternative previste: canone concordato e canone speciale”.

 

 

FONTE: Pensioni Oggi (www.pensionioggi.it)

AUTORE: Bernardo Diaz

 

 

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