Bonus Welfare di Comunità 2019, le regole per l’assegnazione

lentepubblica.it • 29 Gennaio 2019

bonus-welfare-comunita-2019Bonus Welfare di Comunità 2019, ecco le regole valide per assegnarlo. Il credito spettante a ciascuna fondazione sarà comunicato da un provvedimento dell’Agenzia, secondo l’ordine di presentazione delle delibere e nel limite delle risorse disponibili.


Emanate le disposizioni applicative e procedurali per l’assegnazione del contributo previsto dalla legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi da 201 a 204, legge n. 205/2017) a favore delle fondazioni disciplinate dal Dlgs 153/1999 che, nel perseguimento dei propri scopi statutari, effettuano erogazioni relative a progetti finalizzati alla promozione del welfare di comunità, attraverso interventi e misure di contrasto alle povertà, alle fragilità sociali e al disagio giovanile, di tutela dell’infanzia, di cura e assistenza agli anziani e ai disabili, di inclusione socio-lavorativa e integrazione degli immigrati nonché di dotazione di strumentazioni per le cure sanitarie, su richiesta di: comuni, province, città metropolitane, regioni e amministrazioni centrali dello Stato; enti pubblici deputati all’erogazione di servizi sanitari e socio-assistenziali; enti del terzo settore (questi ultimi individuati mediante procedura di selezione pubblica e a condizione che l’erogazione sia utilizzata per lo svolgimento di attività non commerciale).

 

Bonus Welfare di Comunità 2019: regole

 

Sono contenute nel decreto 29 novembre 2018 del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, emanato di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2019.

 

Il credito d’imposta spetta nella misura del 65% delle erogazioni effettuate nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017 e fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

 

Rilevano le delibere d’impegno a effettuare le erogazioni assunte negli anni 2018-2020, recanti l’indicazione degli enti beneficiari e dei relativi importi assegnati per ogni progetto, con l’esclusione di quelle che hanno come destinatari enti promossi o partecipati dalla fondazione o per i quali la stessa concorre a esprimere gli organi di indirizzo, amministrazione o controllo.

 

La tempistica

 

Per acquisire il diritto al bonus, le fondazioni, entro il 30 settembre di ciascun anno, devono comunicare all’Associazione di fondazioni e di casse di risparmio Spa (Acri) le delibere d’impegno, riportanti la data, i beneficiari, gli importi assegnati e l’ambito di intervento dei progetti finanziati.

 

L’Acri, entro il 31 ottobre, trasmette all’Agenzia delle entrate l’elenco delle fondazioni finanziatrici per le quali è stata riscontrata la corretta delibera d’impegno, con relativi codici fiscali e importi.

 

L’Agenzia delle entrate, nei successivi trenta giorni, in base all’ordine cronologico di presentazione delle delibere e nel limite delle risorse annue disponibili, comunica con proprio provvedimento l’ammontare del credito spettante a ciascuna fondazione.

 

A seguito della comunicazione, le fondazioni versano le somme indicate nelle delibere, nei termini e alle condizioni lì stabilite, e trasmettono copia della relativa documentazione bancaria ad Acri. Questa, a sua volta, inoltra all’Agenzia delle entrate l’elenco delle fondazioni che hanno effettuato le erogazioni, con i relativi importi, per consentire la fruizione del contributo.

 

Credito d’Imposta

 

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è riconosciuto, tramite il codice tributo che sarà istituito da una successiva risoluzione delle Entrate. I relativi modelli F24 devono essere trasmessi attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

 

Se l’importo del credito utilizzato risulta superiore all’ammontare concesso, anche tenendo conto di
precedenti fruizioni, l’F24 viene scartato; la circostanza è comunicata a chi ha trasmesso la delega di pagamento tramite ricevuta, consultabile sul sito dei servizi telematici.

 

Il credito d’imposta, al quale non si applicano i limiti di utilizzabilità (quello generale di 700mila euro e quello specifico di 250mila euro per i crediti da indicare nel quadro RU del modello Redditi), deve essere esposto nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è riconosciuto e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi nei quali il credito è utilizzato.

 

In sede di prima applicazione, per l’attribuzione del bonus 2018, l’Agenzia delle entrate, entro trenta giorni dalla ricezione dell’elenco – trasmesso dall’Acri – delle fondazioni finanziatrici per le quali è stata riscontrata la corretta delibera d’impegno, comunicherà, con proprio provvedimento, l’ammontare del bonus spettante a ciascuna fondazione. Questo sarà utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di adozione della delibera d’impegno, sempre che le somme indicate siano state effettivamente versate.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate
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