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Carbon Tax: inserita nella normativa fiscale, almeno in Canada

lentepubblica.it • 15 Dicembre 2016

carbon_taxDal 2018 entrerà in vigore una tassa sulle emissioni di Co2 che conferma l’impegno assunto a Parigi. Il primo ministro Justin Trudeau ha recentemente annunciato una tassa sulle emissioni di anidride carbonica a partire dal 2018, come parte degli sforzi per raggiungere gli obiettivi fissati dall’accordo  di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico.

 

Le alternative possibili

 

Province e territori hanno bisogno di fissare un prezzo di almeno 10 dollari a tonnellata, passando a 50 dollari entro il 2022, ha detto Trudeau al Parlamento – o ridurre le emissioni di gas di serra stabilendo tetti massimi. Infatti, quei territori che hanno scelto il sistema del “cap & trade”, cioè di creare un libero mercato in cui, una volta fissato un limite alle emissioni consentite (cap), è possibile comprare e vendere permessi di emissione (trade) avranno bisogno di ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi del Paese e con le riduzioni. Il premier Trudeau ha sostenuto che il prezzo sull’inquinamento da carbonio darà al Canada un vantaggio significativo nella costruzione di un’economia più pulita, costringendo le imprese a sviluppare modi innovativi per ridurre le emissioni e creando centinaia di migliaia di posti di lavoro nel settore delle tecnologie pulite. Al momento le quattro provincie del Canada più grandi ed importanti, cioè Alberta, Ontario, British Columbia e Quebec hanno già una tassa sul carbonio o un sistema di limitazione delle emissioni. Le province stesse però sembrano contrarie ad un sistema imposto dal Governo.

 

Quali province hanno un’imposta sulle emissioni?

 

La Columbia britannica ha introdotto una tassa sul carbonio nel 2008 ed è attualmente pari a 30 dollari per tonnellata, con l’aggiunta di un extra di 6,67 centesimi per ogni litro di benzina e 7,67 centesimi per ogni litro di gasolio. Nel mese di agosto, la provincia ha detto che dovrebbe attenersi a quel prezzo. La provincia Alberta ha annunciato lo scorso novembre che avrà un prelievo di carbonio di 20 dollari per tonnellata il prossimo anno, salendo a 30 dollari a tonnellata nel 2018. Per entrambe le province, l’imposta si applica alla benzina, al gasolio, al gas naturale e al propano. Il Quebec si è unito alla California nel mercato del carbonio cap-and-trade nel 2014, e il prossimo anno è impostato per il lancio nello stesso mercato. I sistemi di cap-and-trade fissano ampi  limiti in materia di emissioni e quindi stabiliscono un mercato del carbonio, all’interno del quale alle industrie sono assegnati i permessi per le emissioni che possono acquistare e vendere. I governi provinciali che hanno introdotto le tasse sul carbonio arrivano a mantenere le entrate, mentre il governo federale ha detto che restituirà i fondi da qualsiasi tassa sul carbonio alla giurisdizione di origine. Il sistema della provincia della Columbia britannica è progettato per essere neutrale dal punto di vista delle entrate fiscali, nel senso che il governo non prenderà soldi in più dalla carbon tax e invece lo restituirà attraverso agevolazioni fiscali e crediti d’imposta.

 

Che cos’è la carbon tax

 

La carbon tax è una tassa sulle risorse energetiche che emettono biossido di carbonio nell’atmosfera. È un esempio di ecotassa, che è stata proposta dagli economisti ed uno strumento di politica fiscale secondo il quale ogni tonnellata di inquinamento da anidride carbonica rilasciata dai combustibili fossili sarà soggetto ad un’aliquota fissata dal governo.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Claudia Scardino
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