Catasto Obsoleto: la Riforma approda in Parlamento

lentepubblica.it • 21 Febbraio 2020

catasto-obsoleto-riformaLa risoluzione delle criticità del sistema catastale italiano ora sono all’esame del Parlamento al centro della Riforma per la fiscalità immobiliare.


Catasto Obsoleto: la Riforma approda in Parlamento, dove si è conclusa l’indagine conoscitiva per la “riforma della fiscalità immobiliare”. Il testo è stato votato, dopo circa un anno, all’unanimità dalla Commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.

In vista della riforma fiscale la Commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria ha fornito al Governo nuovi spunti per rivedere la questione catasto obsoleto.

Catasto Obsoleto: Riforma in vista

La commissione rilancia la riforma del catasto con la proposta di definire come unità di misura degli immobili il metro quadrato catastale al posto delle attuali tre unità di consistenza (vano, mq. e mc.).

Nelle audizioni, unanimemente, si sottolinea l’obsolescenza del sistema estimativo del catasto. Fondato su una normativa del 1939 (legge 11 agosto 1939, n. 1249), mai sostanzialmente modificata, e su una revisione degli estimi del catasto edilizio urbano risalente al periodo 1988-89 (decreto ministeriale 20 gennaio 1990).

Tale obsolescenza è stata richiamata più volte anche dall’Unione europea, da ultimo con la raccomandazione del 2 luglio 2019, n. 10165.

Le criticità emerse

Secondo l’indagine le principali criticità emerse sono le seguenti:

  • Una riforma « calata dall’alto ». La riforma, così come concepita nel 2014, era calata dall’alto, senza un diretto coinvolgimento del cittadino o dei professionisti, ma attraverso l’applicazione di algoritmi, difficilmente comprensibili ai proprietari, per la determinazione del « valore patrimoniale » connesso a una « rendita catastale ».
  • Una banca dati incompleta. Affinché i percorsi di un’ipotetica riforma del sistemam catastale non si traducano nell’applicazione di meri moltiplicatori lineari, appare necessario completare prima un corretto censimento del patrimonio immobiliare.
  • La mancata definizione del principio dell’invarianza di gettito. Tale previsione normativa, invocata a gran voce da tutte le categorie, è apparsa finora priva di contenuti, generando forti preoccupazioni per ulteriori sperequazioni, in assenza di puntuali accorgimenti.

Altri suggerimenti contenuti nel documento vanno dall’estensione della cedolare secca sugli affitti a tutti i tipi di contratti e ai negozi, all’Imu precompilata, allo stop alle tasse sugli immobili sfitti.

Infine il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in occasione dell‘audizione sulla fiscalità immobiliare presso la commissione Anagrafe tributaria, ha affermato:

“Sarebbe auspicabile che oltre agli aspetti tecnico organizzativi un confronto a monte con i Comuni perché scelte tecniche hanno un riverbero politico. Questa riforma deve essere fattibile operativamente ma deve essere condivisa a livello di dati. Occorre una riflessione su questo devepartire dalle criticità del sistema”.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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