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Cedolare Secca su locazioni AirBnB: si deve applicare?

lentepubblica.it • 16 Settembre 2019

cedolare-secca-locazioni-airbnbLa precisazione è correlata alla risposta dell’Agenzia delle Entrate, per l’interpello del 10 settembre n. 373, di un contribuente italiano.


Cedolare Secca su locazioni AirBnB: si deve applicare?

In  questo caso il soggetto che ha richiesto l’Interpello rappresenta di essere intenzionato ad affittare per brevi periodi un appartamento a turisti.

E lo farà tramite il portale online “AirBnB”, che offre servizi di pubblicità, intermediazione, prenotazione, valutazione e rendicontazione.

Inoltre l’attività di affittacamere verrà svolta dal contribuente come persona fisica.

La normativa

Ai sensi dell’art. 4 del D.L. n. 50 del 2017, i redditi derivanti da contratti di locazione breve (fino a 30 giorni) da persone private possono essere assoggettati, per opzione, all’imposta sostitutiva del 21%.

E di conseguenza lo faranno seguendo il regime della “cedolare secca”.

E con i portali di intermediazione che effettueranno la ritenuta d’acconto nella misura del 21%, che verseranno all’Agenzia delle Entrate.

Inoltre il citato art. 4 ha introdotto una specifica disciplina fiscale per le locazioni brevi, fornendo la definizione di tali contratti, stabilendo il regime fiscale da applicare ai relativi canoni e prevedendo l’attribuzione di compiti di comunicazione dei dati e di sostituzione nel prelievo dell’imposta in capo a determinati intermediari.

Cedolare Secca e locazioni AirBnB

AirBnB è un portale che consente di cercare un alloggio in tutto il mondo, per brevi periodi. Offre servizi di pubblicità ed intermediazione e trattiene la ritenuta d’acconto del 21% che verserà direttamente all’Agenzia dello Stato.

L’Agenzia delle Entrate determina, e chiarisce che il sopra citato articolo conferma la norma anche per AirBnB.

E aggiunge che per locazioni brevi s’intendono i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni. In modo particolare sono inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare.

Cioè si tratta di soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

A questo link il testo completo del documento dell’Agenzia delle Entrate.

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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