Cessione del contratto di locazione senza cedolare secca: va registrata?

lentepubblica.it • 8 Gennaio 2018

canone-locazioneCessione del contratto di locazione senza cedolare secca: va registrata? Dettagli sulla cessione senza corrispettivo di un contratto di locazione non assoggettato a cedolare secca

 

Ludovico T.

 

Cessione del contratto di locazione senza cedolare secca

 

La cessione senza corrispettivo di un contratto di locazione di immobili urbani di durata pluriennale è assoggettata all’imposta di registro nella misura fissa di 67 euro da versare, entro 30 giorni dalla data in cui ha effetto la cessione, con il modello F24 Elide, utilizzando il codice tributo 1502 (articolo 5, Tariffa parte I, e articolo 17, comma 1, Dpr 131/1986).

 

Entro lo stesso termine bisogna presentare all’ufficio dell’Agenzia delle entrate dove è stato registrato il contratto il modello Rli per comunicare l’avvenuta cessione. Si ricorda che il modello può essere presentato anche in via telematica da chi sottoscrive la richiesta, direttamente (in tal caso bisogna essere in possesso delle credenziali, pin e password, per l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate) oppure tramite un intermediario abilitato.

 

Per la presentazione telematica può essere utilizzato il prodotto di compilazione e trasmissione disponibile sul sito dell’Agenzia.

 

La “cedolare secca” è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

 

La scelta per la cedolare secca implica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

 

Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto), che non locano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

 

 

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Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Gennaro Napolitano
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