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Un po’ di chiarezza sulla Voluntary Disclosure

lentepubblica.it • 13 Luglio 2015

Voluntary-Disclosure-2Fare chiarezza sulla nuova forma di collaborazione tra contribuente e Fisco in materia di evasione fiscale internazionale. Con questo obiettivo la Camera di Commercio e l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Trieste, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate del Friuli Venezia Giulia e con il Comando provinciale della Guardia di Finanza, hanno organizzato il seminario “La Voluntary disclosure (Legge 15 dicembre 2014, n.186”), un incontro al quale lunedì scorso hanno partecipato decine di professionisti. Il tema infatti è complesso e quanto mai attuale: è fissata al 30 settembre 2015 la scadenza entro cui può essere presentata all’Agenzia delle Entrate l’istanza con cui sanare la propria posizione.
 

Che cos’è la Voluntary – Per Voluntary Disclosure si intende una  procedura totalmente nuova di collaborazione volontaria tra contribuente e Amministrazione finanziaria finalizzata alla emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero in violazione degli obblighi di monitoraggio. E’ un’opportunità che differisce completamente dai condoni e dagli scudi fiscali introdotti in passato. “Il convegno – ha affermato Cinzia Romagnolo, direttore dell’Agenzia delle Entrate del Friuli Venezia Giulia – rappresenta la terza occasione, che l’Agenzia delle Entrate ha prontamente colto, per illustrare e promuovere nella nostra regione la Voluntary Disclosure, una nuova forma di collaborazione tra cittadino e Fisco che ne rinsalda la vicinanza e che rappresenta una procedura finalizzata a garantire il rientro spontaneo nella legalità fiscale per coloro che hanno violato la disciplina del monitoraggio fiscale in riferimento ad attività estere. Il Legislatore ha nell’occasione offerto tale possibilità anche a quei contribuenti che intendano regolarizzare le proprie attività detenute in Italia”. L’Agenzia delle Entrate, con l’intervento della dottoressa Tamara Trevisan, ha inoltre approfondito la tematica mettendo l’accento sulla procedura da seguire sia in ambito nazionale che internazionale e sottolineando aspetti rilevanti relativi alla dichiarazione e alla documentazione da presentare.

 

Come nasce la normativa – Il nome inglese Voluntary Disclosure, traducibile in italiano come “collaborazione volontaria”, non è in questo caso un inglesismo gratuito. Segnala invece che questa normativa è nata dall’esigenza di modulare in chiave italiana esperienze già trattate da altri paesi sulle linee guida dell’Ocse. Il provvedimento normativo sulla Voluntary Disclosure nasce infatti sull’onda di un movimento a carattere internazionale indirizzato a mettere fine, una volta per tutte, al fenomeno dei paradisi fiscali. I contribuenti sono chiamati a valutare in un arco di tempo estremamente ristretto se scegliere la strada del ravvedimento spontaneo e della possibile riparazione a eventuali infedeltà compiute nel corso degli ultimi anni o se permanere in uno stato di illegalità.

 

Il significato dell’incontro – “L’appuntamento è frutto di una forte collaborazione che la Camera di commercio di Trieste ha avviato con gli Ordini professionali, forze dell’ordine e istituzioni. In questo caso particolare – ha ricordato il presidente camerale, Antonio Paoletti – grazie alla disponibilità e competenza degli ufficiali della Guardia di Finanza e dei funzionari della sede regionale dell’Agenzia delle Entrate siamo riusciti a organizzare un seminario di alto livello su un argomento particolarmente delicato e di interesse per imprese e professionisti”.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate
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