Come si calcola IRAP? L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti

lentepubblica.it • 18 Novembre 2020

come-si-calcola-irap-agenzia-delle-entrateL’Agenzia delle Entrate ha fornito degli esempi di calcolo e tabelle su come quantificare l’IRAP da corrispondere a saldo.


Come si calcola IRAP: l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti con la Circolare n.27/2020.

Infatti ulteriori richieste di chiarimenti risultavano avanzate a seguito della pubblicazione della Circolare n. 25/E del 20 agosto 2020 che, con riferimento alle disposizioni in tema di IRAP previste dall’articolo 24 del Decreto “Rilancio”, ha fornito specifiche risposte a quesiti sul tema.

L’Art. 24 del Decreto ha previsto, in considerazione della situazione di crisi connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19, la cancellazione del saldo per il 2019 e della prima rata d’acconto 2020 dell’Irap per aziende e autonomi che hanno un fatturato (compensi) fino a 250 milioni di euro.

Come si calcola IRAP: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

In linea generale, il calcolo dell’acconto è effettuato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente, al netto di

  • detrazioni
  • crediti d’imposta
  • e ritenute d’acconto

risultanti dalla relativa dichiarazione dei redditi (“metodo “storico”).

O in alternativa, coloro che, per l’anno in corso, presumono di avere un risultato economico inferiore rispetto all’anno precedente possono ricorrere al metodo “previsionale”. E in tal caso il calcolo viene effettuato sulla base dell’imposta presumibilmente dovuta per l’anno in corso. Considerando, quindi, i redditi che il contribuente ipotizza di realizzare, nonché gli oneri deducibili e detraibili che dovrebbero essere sostenuti, i crediti d’imposta e le ritenute d’acconto.

Questa scelta può comportare la riduzione o il non pagamento dell’acconto. Ma, al contempo, espone il contribuente al rischio di effettuare i versamenti in acconto in misura inferiore rispetto a quanto realmente dovuto e l’eventuale successiva applicazione di sanzioni e interessi sulla differenza non versata.

Metodo storico e metodo previsionale

Coordinando le regole generali con le nuove previsioni recate dal Decreto, si evince che il contribuente che applica il metodo storico è tenuto a versare

  • il secondo acconto pari al 60 per cento (ovvero al 50 per cento se applica gli ISA)
  • e l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40 per cento ovvero al 50 per cento se applica gli ISA) e del secondo acconto corrisposto.

Qualora, invece, il contribuente utilizzi il metodo “previsionale”, lo stesso è tenuto a versare

  • il secondo acconto pari al 60 per cento (ovvero al 50 per cento se applica gli ISA) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta per il periodo d’imposta 2020
  • e l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40 per cento ovvero al 50 per cento se applica gli ISA) e del secondo acconto corrisposto.

In entrambe le ipotesi il primo acconto “figurativo” non può mai eccedere il 40 per cento (ovvero il 50 per cento) dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il periodo d’imposta 2020. Calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest’ultimo non sia superiore a quanto effettivamente da corrispondere.

E ciò perché la norma prevede un meccanismo volto ad evitare scelte arbitrarie circa il metodo di calcolo utilizzato per determinare l’acconto (storico o previsionale).

Il testo della Circolare

A questo link potete consultare il testo completo della Circolare dell’Agenzia delle Entrate.

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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