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Nuova strategia IVA per commercio transfrontaliero dalla UE

lentepubblica.it • 4 Giugno 2015

ueLa Commissione europea per rimuovere gli ostacoli al commercio transfrontaliero propone di ridurre gli adempimenti connessi all’Iva compresi i relativi oneri accessori. In questo contesto è intenzione dell’esecutivo Ue presentare una serie di proposte legislative nel corso del 2016 finalizzate a ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese derivanti dalla presenza di differenti regimi Iva.

 

Un altro aspetto, oggetto di attenzione, è di estendere l’attuale modalità informatica di registrazione e di versamento ai transfrontalieri che vendono online beni fisici. Ai fini dell’introduzione di una misura comune di semplificazione a livello di Unione europea, occorrerà individuare una soglia Iva, in base alla quale prevedere aiuti alle piccole imprese start-up dell’e-commerce.

 

Quali benefici per le imprese?

 

I vantaggi per le imprese di questa iniziativa sono molteplici a cominciare da una opportuna semplificazione. In particolare l’imprenditore dovrà interfacciarsi con una sola Amministrazione fiscale. Contestualmente scompariranno, a parità di condizioni, le differenze di aliquote Iva oggi esistenti per le diverse modalità di acquisto dei prodotti (da siti web in Paesi terzi, in altri Stati membri o sul mercato nazionale). In secondo luogo una maggiore certezza delle regole.  L’introduzione di regole chiare consentirà alle imprese una migliore pianificazione soprattutto ai fini della pianificazione di nuove strategie per il sempre più fiorente commercio elettronico transfrontaliero. Ulteriori informazioni sulla soglia Iva per le start-up di vendita on-line, il livello e il tipo di soglia saranno oggetto di valutazione d’impatto della proposta.

 

I costi di adeguamento dell’Iva per le Pmi

 

Tra le altre misure delineate nei lavori preparatori della futura iniziativa, vi sono quelle relative alla riduzione dei costi di adeguamento dell’Iva per le Pmi. L’iniziativa comporterà una revisione dell’Iva applicata con il regime Mini One Stop Shop (MOSS). Nell’analisi per l’adozione del regime MOSS dell’Iva le regole di approvvigionamento sono state elaborate nel futuro intento di semplificare le disposizioni Iva relative al commercio transfrontaliero. La Commissione considera questa proposta come una opportunità per fare il punto sulle problematiche delle Amministrazioni fiscali e gettare le basi per affrontare questi problemi.

 

L’esenzione IVA sulle piccole spedizioni deve essere rimossa, sottolinea la Commissione in quanto, seppur in origine era considerata una misura di agevolazione degli scambi, si è trasformata nel tempo in un balzello oneroso a tutto svantaggio delle vendite nazionali ed intracomunitarie. Inoltre, tale esenzione non giova affatto a favore dei piccoli operatori, come si prevedeva, ma soprattutto ai grandi attori del mercato. È stato stimato come le distorsioni derivanti da questa esenzione costa alle imprese europee un fatturato fino a 450 milioni di euro all’anno.

 

Servizi elettronici ed e-book

 

La proposta affronta anche il tema del mercato unico digitale delle aliquote IVA per i servizi elettronici come e-book e altri e-pubblicazioni. La Commissione, non può non affrontare il tema del  trattamento fiscale dei libri digitali e delle pubblicazioni on-line, nel contesto dei lavori in corso per l’adozione di un regime Iva unificato. Una vasta platea, tra cui gran parte del mondo politico, nutre una crescente preoccupazione per il fatto che attualmente alcune multinazionali, attraverso apposite strategie, riescano a limitare il prelievo fiscale sugli utili prodotti nel territorio comunitario. La Commissione sta già lavorando alla problematica a cui occorre rispondere per evitare una pianificazione fiscale aggressiva e che riguardi tutti i settori, compreso quello dell’e-commerce. Alla luce degli sviluppi globali, la Commissione presenterà un piano d’azione su un rinnovato approccio per la tassazione delle imprese nel mercato unico. Pertanto, i profitti saranno tassati se gli stessi sono generati nel territorio degli Stati membri. L’adozione del piano d’azione in materia di tassazione delle imprese è prevista prima dell’estate.

 

Le misure per il mercato delle telecomunicazioni

 

Roaming e neutralità della rete sono gli elementi chiave del pacchetto mercato unico delle telecomunicazioni che attualmente sono in corso di negoziato da parte del Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea. Al riguardo la Commissione afferma esplicitamente che si aspetta che i negoziati si concludano a breve e stabiliscano una serie di regole chiare ai fini della neutralità della rete. La Commissione presenterà vari piani e strumenti per stimolare gli investimenti nel settore delle telecomunicazioni e per sviluppare la diffusione della banda larga. In primo luogo, la creazione del mercato unico digitale rafforzerà il contesto normativo alle esigenze di investimento da parte delle imprese di telecomunicazioni. Occorre intervenire con vari strumenti di finanziamento per la banda larga in quanto, mentre la maggior parte degli investimenti provengono da operatori privati, è chiaro che in alcune zone qualche forma di finanziamento pubblico è necessaria, in particolare in quelle rurali. A questo scopo la Commissione ha già messo in atto i fondi strutturali europei come i Fondi d’investimento (ESIF). Nel quadro del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione (parte di ESIF), oltre 20.000.000.000 € sono a disposizione per gli investimenti in ICT per il periodo 2014-2020.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Andrea De Angelis
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