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Commissione UE: aperta procedura di investigazione sui Tax Ruling

lentepubblica.it • 4 Febbraio 2015

In acronimo definiti APA sono accordi tra Autorità nazionali e gruppi multinazionali per regolare i prezzi di trasferimento.

La Commissione europea il 16 gennaio ha pubblicato la versione non-confidenziale della decisione di aprire la procedura cui all’articolo 108 comma 2 del TFEU (Treaty on the Functioning of the European Union) in merito agli accordi di transfer pricing conclusioni dall’Amministrazione fiscale del Lussemburgo con una nota multinazionale attiva nel settore della digital economy.
In precedenza, con comunicato stampa dell’ 11 giugno 2014, la Commissione europea aveva annunciato di avere avviato investigazioni (in-deph investigations) su tre specifici tax ruling conclusi dalle Amministrazioni fiscali dell’Olanda, del Lussemburgo e dell’Irlanda per verificare la loro compliant con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato.

Cosa sono i Tax ruling
I tax ruling, altrimenti detti Advance Pricing Agreement (APAs), sono degli accordi tra Autorità fiscali nazionali e gruppi multinazionali utilizzati in genere per regolare i prezzi di trasferimento. Con tali accordi, in particolare, si definiscono, preventivamente rispetto al verificarsi di transazioni tra imprese associate, le metodologie di calcolo del valore normale per assicurare la conformità al principio dell’arm’s lenght dei prezzi di trasferimento.
Tali accordi sono previsti dal capitolo VI delle linee guida OCSE e sono stati introdotti in tutti i principali ordinamenti giuridici europei. In Italia l’istituto è stato introdotto con il DL 269/2003 convertito con legge n. 326/2003 ed è disciplinato dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 luglio 2004.

La disciplina degli aiuti di Stato
L’articolo 107 del TFUE, prevede espressamente che gli aiuti di Stato in grado di falsare la concorrenza all’interno dell’Unione europea sono da considerarsi incompatibili e dannosi per il mercato europeo.
L’articolo 108 TFUE attribuisce alla Commissione un ruolo di controllo sui regimi di aiuti esistenti presso gli Stati membri nonché di verifica dei progetti di nuovi aiuti o di modifica degli aiuti esistenti. La Commissione ha il potere di ingiungere allo Stato di recuperare l’aiuto di Stato considerato incompatibile con il diritto dell’Unione.
La competizione fiscale leale è uno dei presupposti fondamentali per l’integrità del mercato unico e la sostenibilità.

Oggetto dell’investigazione
Come si evince dalle motivazioni pubblicate il 16 gennaio 2015,  la Commissione europea intende verificare se attraverso la concessione di tali tax rulings siano state concesse agevolazioni fiscali incompatibili con la disciplina dell’Unione.
In particolare l’obiettivo della Commissione è verificare se le condizioni stabilite nei tax ruling rispettino il principio dell’arm’s lenght, se riflettano cioè le reali condizioni di mercato coerentemente con i principi stabiliti nelle linee guida Ocse.
La Commissione europea ha sottolineato, ancora nella comunicazione del 11 giugno 2014, come i tax ruling non rappresentano di per se stessi pratiche fiscali illegittime ma, se utilizzati per attribuire vantaggi fiscali selettivi a specifici gruppi di impresa, possono risultare incompatibili con la disciplina degli aiuti di Stato.

La ricognizione estesa
Con comunicato stampa del 17 dicembre 2014 la Commissione europea, infine, ha annunciato di avere avviato una ricognizione estesa a tutti gli Stati membri in merito alle pratiche di tax ruling adottate.
In particolare la Commissione ha annunciato l’intenzione di richiedere ad ogni Stato membro se adotta, all’interno del proprio ordinamento, l’istituto del tax ruling ed in caso affermativo di fornire la lista di tutte le società che hanno sottoscritto tali accordi nel periodo 2010-2013.
Il Commissario Europeo Margrethe Vestager annunciando l’avvio dell’investigazione ha dichiarato“abbiamo bisogno di un quadro completo delle pratiche di tax rulings nell’Unione per verificare se e dove la competizioni tra Stati è distorta da vantaggi fiscali selettivi. Useremo le informazioni e le conoscenze che acquisiremo da questa ricognizione per combattere l’elusione fiscale e lottare per una competizione fiscale leale”.  

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Mauro Faggion

 

 

 

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