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“Vicini di casa a rischio”: dopo l’Italia sotto sorveglianza anche i conti pubblici francesi

lentepubblica.it • 20 Ottobre 2014

Continuare il percorso di risanamento dei conti pubblici e il rilancio dell’economia. A questi due obiettivi si ispira il progetto di legge finanziaria varato agli inizi di ottobre dal governo. Per conseguire il primo obiettivo, la Francia continuerà il programma di taglio della spesa pubblica.

Gli obiettivi della legge di stabilità
Secondo le previsioni, la legge intende apportare 50 miliardi di euro di economie entro il 2017 di cui 21 miliardi di euro nel 2015 nell’ambito dei quali 7,7 miliardi di risparmi suicosti dello Stato e dei suoi operatori. Una misura con la quale si prevede di abbassare i costi del bilancio transalpino dal 56,5% del Pil nel 2014 al 56,1% nel 2015, per poi continuare a scendere (55,5% nel 2016 e 54,5% nel 2017). In base al programma, il pareggio di bilancio arriverà solo nel 2019 (e non nel 2017 come previsto dall’ultima manovra finanziaria) e nell’anno corrente il deficit si attesterà al 4,4% del Pil, l’anno prossimo si restringerà al 4,3% per scendere al 3,8% nel 2016 e infine arrivare sotto il tetto del 3%, fissato dai parametri europei, solo nel 2017 con una stima al 2,8%.
L’obiettivo di rilanciare l’economia francese è affidato alla politica fiscale. In aggiunta alle misure adottate con la manovra estiva, infatti, il Consiglio dei Ministri intende intervenire a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con reddito medio-basso e delle attività economiche, in particolare nel settore della costruzione e dei lavori pubblici e nei dipartimenti di Oltre-mare, ed attuare la transizione energetica per la crescita “verde”.
Il dettaglio degli interventi che interesseranno le famiglie e le imprese.

Revisione degli scaglioni di reddito
In un’ottica di semplificazione e di riduzione dell’imposizione gravante sui contribuenti titolari di reddito medio-basso, il Governo propone la soppressione del primo scaglione di reddito che prevede l’applicazione dell’aliquota di imposta nella misura del 5,5% alla frazione di reddito compresa tra 6.011 euro e 11.991 euro. Per ottimizzare gli effetti di detta soppressione sui redditi medio-bassi, la soglia di ingresso nella nuova prima tranche di reddito, imponibile nella misura del 14%, sarà portata a 9.690 euro.
Inoltre, per assicurare la progressività dell’imposta, è prevista una maggiorazione della décote(abbattimento dell’imposta lorda) dagli attuali 1.016 euro a 1.135 euro per le persone celibi e a 1.870 euro per le coppie con o senza figli (sposate o che hanno sottoscritto un PACS). I contribuenti la cui imposta lorda è inferiore all’importo fisso stabilito annualmente (décote) beneficiano di una riduzione d’imposta pari alla differenza tra la metà di detto importo fisso e la metà dell’imposta lorda calcolata. Ad esempio: décote 1.1016 euro e imposta lorda 454 euro; calcolo: (1.016/2) – (454/2) = 281 euro; imposta lorda dopo la décote: 173 euro. A partire da questo importo devono essere scomputati detrazioni per oneri, ritenute e crediti di imposta per determinare l’imposta netta dovuta
Infine, per preservare il potere di acquisto delle famiglie, il limite superiore degli scaglioni di reddito verrà aggiornato in considerazione dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo escluso il tabacco (0,5% nel 2014) secondo la seguente tabella.
Il costo complessivo della misura si attesta intorno a 3,2 miliardi di euro.

Scaglioni di reddito
attuali
Aliquota Scaglioni di reddito
proposti
Aliquota
Da 0 a 6.011€ 0% —— ——
da 6.011€ a 11.991€ 5,50% Da 0 a 9.690€ 0%
da 11.992€ a 26.631€ 14% da 9.691€ a 26.764€ 14%
da 26.332€ a 71.937€ 30% da 26.765€ a 71.754€ 30%
da 71.938€ a 151.200€ 41% da 71.755€ a 151.956€ 41%
oltre 151.200€ 41% oltre 151.956€ 45%

Investimenti immobiliari a scopo di locazione
In linea con il piano per la costruzione di nuovi alloggi è stata introdotta nel 2013 una misura agevolativa, sotto forma di riduzione di imposta, a favore dei contribuenti che, dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2016, in determinate zone ad alta densità abitativa fanno costruire o acquistano un fabbricato nuovo. L’agevolazione spetta per un massimo di due immobili in ciascun anno e a condizione che entro un anno dall’acquisto o dalla fine della costruzione l’immobile sia concesso in locazione non ammobiliato almeno per nove anni e adibito ad abitazione principale dal conduttore che non deve essere né un familiare a carico né un familiare in linea diretta. Dà diritto al beneficio anche la sottoscrizione di partecipazioni nelle società immobiliari che effettuano l’investimento. La riduzione di imposta, pari al 18%, è fruita in nove anni ed è calcolata, nel caso di acquisto diretto, sul prezzo di acquisto dell’immobile nel limite di un plafond fissato per metro quadrato di superficie abitabile (5.500 euro), nel caso di sottoscrizione di partecipazioni in società immobiliari, sul 95% dell’importo sottoscritto fino ad un massimo di 300.000 all’anno.
Per favorire la costruzione e l’offerta di alloggi nelle zone individuate come ad alta densità abitativa, il Governo intende riformare il regime agevolativo vigente in modo da renderlo più rispondente alle necessità e alle differenze della platea dei soggetti fruitori. In particolare, dal 1° settembre 2014, in luogo dell’attuale unico periodo minimo di durata della locazione, è previsto che i beneficiari possano optare per un periodo minimo di locazione di sei o di nove anni, ulteriormente prorogabile per uno o due trienni, portando così la durata massima della  12 anni. Correlativamente, la misura della riduzione d’imposta varierà in funzione della durata della locazione: 12% se il vincolo è di sei anni, 18% se il vincolo è di 9 anni e 21% se il vincolo è di 12 anni. Il contribuente che intende fruire dell’agevolazione è tenuto al rispetto di due ulteriori condizioni: il canone di locazione non può superare un determinato importo massimo che dipende dalla metratura dell’unità immobiliare e dalla zona in cui è situata (per il 2014 varia da 8,69 euro a 16,72 euro al metro quadrato) e il reddito del conduttore non può superare un importo massimo, determinato in funzione della composizione delfoyer fiscal e della zona in cui è situata l’unità immobiliare. Infine, a decorrere dal 1° gennaio 2015 viene rimossa la condizione che inibiva la possibilità di concedere l’immobile in locazione a familiari in linea diretta. La riforma costerà 7 milioni di euro nel 2016 e 33 milioni di euro nel 2017.

Interventi per il risparmio energetico
Nell’ambito del “piano casa” ed in linea con la pianificazione dell’economia e della politica ambientale, rappresentata dal disegno di legge relativo alla transizione energetica per la crescita “verde”, il Governo si pone l’obiettivo di accelerare ed ampliare i lavori di rinnovamento energetico delle abitazioni per ottenere economie di energia e ridurre le bollette elettriche delle famiglie, oltre che per creare nuova occupazione.
Attualmente esistono due agevolazioni volte ad incoraggiare il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni:

  • l’eco-prestito a tasso zero (éco-PTZ), introdotto a decorrere dal 2009, permette di finanziare per importi fino a 30.000 euro sia i lavori destinati a garantire una performance energetica minima delle unità immobiliari costruite prima del 1990, adibite ad abitazione principale del proprietario o del conduttore, sia un insieme di lavori omogenei (bouquet de travaux) destinati al miglioramento della prestazione termica di dette abitazioni. In questo ultimo caso, l’eco-prestito a tasso zero è concesso per la realizzazione di almeno due delle seguenti tipologie di lavori: isolamento termico dei tetti oppure delle mura esterne o delle pareti vetrate che danno sull’esterno; installazione o sostituzione dell’impianto di riscaldamento o di produzione dell’acqua calda sanitaria; installazione di impianti di riscaldamento o di produzione dell’acqua calda sanitaria che utilizzano fonti di energia rinnovabili;
  • il credito d’imposta per “lo sviluppo sostenibile” (CIDD), introdotto a decorrere dal 2005, consente di abbattere le imposte di un importo corrispondente ad una percentuale dei costi sostenuti per l’acquisto di impianti e materiali (apparecchi di recupero e trattamento delle acque pluviali e attrezzature per il raccordo all’impianto di riscaldamento quando questo è alimentato da energia proveniente da fonti rinnovabili o da un impianto di cogenerazione; caldaie a condensazione; materiale isolante e apparecchi regolatori di calore; impianti di riscaldamento o di produzione di energia tramite fonti rinnovabili; spese di manodopera per lavori di isolamento termico delle pareti opache; spese sostenute per acquisire la certificazione energetica) destinati a migliorare l’efficienza energetica delle unità immobiliari la cui costruzione deve essere terminata almeno da due anni, adibite ad abitazione principale del proprietario, del conduttore (in tal caso l’unità immobiliare deve essere concessa in locazione non ammobiliata e per un periodo minimo di 5 anni) o dell’occupante a titolo gratuito. La misura del credito di imposta varia (dal 15% al 25%) a seconda che il costo sia sostenuto per la realizzazione di singoli lavori oppure per realizzare almeno due delle tipologie di intervento previste nel bouquet de travaux e, comunque, spetta entro un limite massimo variabile in funzione della composizione del foyer fiscal (8.000 euro per i celibi oppure 16.000 euro per le coppie, maggiorati di 400 euro per ogni persona a carico).

La semplificazione delle agevolazioni
Le modifiche che il Governo propone mirano ad una semplificazione delle due agevolazioni. In particolare, l’éco-PTZ, precedentemente prorogato al 31 dicembre 2015, verrà ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2017. Saranno ammissibili all’agevolazione anche i costi sostenuti per interventi su immobili vecchi da ristrutturare situati in comuni e agglomerazioni rurali con meno di 10.000 abitanti (centres-bourgs) a condizione che i lavori di miglioramento energetico siano realizzati per un importo minimo che verrà successivamente stabilito con decreto. Inoltre, viene rimossa la condizione relativa al possesso dell’attestato di certificazione o qualificazione energetica rilasciato da un tecnico abilitato, in quanto, in base alla nuova normativa termica in vigore dal 1° gennaio 2013, la certificazione attestante il rispetto degli standard previsti deve essere rilasciata all’atto del deposito del permesso di costruire e confermata all’atto della chiusura dei lavori.
La modifica impatterà sul bilancio dell’anno 2016 per circa 140 milioni di euro e sul bilancio del 2017 per circa 340 milioni di euro.
Il credito d’imposta per “lo sviluppo sostenibile” (CIDD), che sarà rinominato “credito di imposta per la transizione energetica” (CITE), spetterà in misura pari al 30% dei costi sostenuti a decorrere dal 1° settembre 2014 indipendentemente dalla tipologia di intervento realizzato. Saranno ammissibili all’agevolazione anche i costi sostenuti per l’acquisto delle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici e per l’acquisto dei contatori individuali per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria condominiali.
In via transitoria, per i contribuenti che tra il 1° gennaio 2014 al 31 agosto 2014 hanno sostenuto costi per realizzare una delle due tipologie di intervento previste dal bouquet de travaux e che effettueranno la seconda tipologia di intervento a partire dal 1° settembre 2014, è previsto il cumulo delle due agevolazioni (vecchio credito di imposta pari al 25% per il primo intervento e nuovo credito di imposta pari al 30% per il secondo intervento).
La modifica comporta oneri per 230 milioni di euro nel 2015 e per 700 milioni di euro nel 2016.

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Katia Caruso

 

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