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Corte dei Conti: tasse per i Comuni sono insostenibili

lentepubblica.it • 2 Agosto 2015

fornitori sollecito pagamento fattureL’allarme della Corte dei Conti: “Per i Comuni peso fisco al limite del sostenibile”-

 

Tra il 2010 e il 2014, gli amministratori hanno subìto tagli per circa 8 miliardi, che hanno dovuto compensare con “aumenti molto accentuati” delle tasse locali “per conservare l’equilibrio in risposta alle severe misure correttive del governo”. Caso Province, il governo: fondi in dl enti locali.

 

I tagli agli enti locali si avvicinano dal 2008 a oggi a quasi 40 miliardi, risultato della riduzione dei trasferimenti statali di 22 miliardi e di un calo dei finanziamenti per la sanità di 17,5 miliardi. E alla luce di questa dinamica, “per conservare l’equilibrio in risposta alle severe misure correttive del governo” i Comuni – colpiti da tagli per quasi 8 miliardi tra il 2010 e il 2014 – hanno risposto con “aumenti molto accentuati” delle tasse locali.

 

I magistrati contabili osservano anche che “la crescita dell’autonomia finanziaria degli enti, tuttavia, non sembra produrre benefici effetti né sui servizi, né sui consumi e sull’occupazione locale, in assenza di una adeguata azione di stimolo derivante dagli investimenti pubblici” e che “andrebbe dunque recuperato il progetto federalista che lega la responsabilità di ‘presa’ alla responsabilità di ‘spesa’, realizzando una necessaria correlazione tra prelievo ed impiego”.

 

Si è anche parlato del decreto enti locali su cui Anci ha dato il parere favorevole, pur evidenziando alcuni nodi ancora da sciogliere. “Aver ottenuto un decreto specifico per i problemi degli enti locali è un fatto importante – ha detto – ma ci auguriamo che nella prossima legge di stabilità si diano le risposte che ancora attendiamo. Per prima cosa limitare al 40% la quota non inclusa nel Patto di stabilità dei 530 milioni del Fondo perequativo Imu-Tasi che già è minore ai 625 milioni del 2014. Manca poi la completa erogazione del gettito Imu per i terreni agricoli e montani così come non ancora si interviene sulle difficoltà connesse all’introduzione del nuovo sistema di contabilità introdotto nel gennaio di quest’anno. E poi – ha aggiunto il vicepresidente Anci – la deroga, per i Comuni con popolazione inferiore a 10mila abitanti, al ricorso alle centrali uniche di committenza per spese al di sotto di una certa soglia. Su queste e su altre questioni ancora aperte – ha concluso e ribadito Pella – speriamo ci siano risposte nella prossima Legge di stabilità, come più volte chiesto dal presidente Fassino”.

Fonte: ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani
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