Cosap: disciplina e ambito di applicazione del canone

lentepubblica.it • 16 Aprile 2021

cosapVediamo in cosa consiste attraverso un breve excursus normativo.


Si definisce comunemente COSAP il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche.

Al di là della differente terminologia (canone e tassa), la differenza più evidente rispetto alla TOSAP è da individuare nella differente natura di questi due tipi di entrata. Infatti mentre quest’ultima è un’entrata tributaria, la COSAP rappresenta un’entrata di carattere patrimoniale.

Un’altra differenza è costituita dal fatto che, mentre la TOSAP è prevista e disciplinata dal D.Lgs. 507/1993, per quanto riguarda il canone, il D.Lgs. 446/1997 demanda l’intera disciplina al regolamento comunale, ampliando tra l’altro la potestà normativa dell’ente locale, il quale può stabilire in piena autonomia sia la disciplina che le tariffe.

In sostanza è facoltà dell’Ente locale istituire o meno il canone di cui sopra, in quanto la legge non pone alcun obbligo circa l’istituzione dello stesso ma lascia alla discrezionalità dei Comuni e delle Province ogni decisione in proposito.

Al pagamento del COSAP è tenuto il titolare dell’atto di concessione il quale ha natura strettamente personale e ne è, conseguentemente, vietato il trasferimento o la cessione a terzi. Il pagamento è dovuto sia nel caso di occupazioni temporanee che per occupazioni permanenti.

Si noti che al pagamento del canone sono obbligati non solo le persone fisiche o giuridiche che materialmente effettuano l’occupazione del suolo pubblico, ma anche gli enti o imprese che utilizzano apposite infrastrutture per lo svolgimento di un servizio di pubblica utilità.

Cosa cambia dal 1 Gennaio 2021

La legge finanziaria e di bilancio del 2020 ha fatto nascere il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, denominato Canone Unico Patrimoniale.

Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2021, ai sensi di questa legge, è stato istituito questo nuovo canone patrimoniale denominato comunemente “Canone Unico” (che si riferisce in generale alle occupazioni di suolo pubblico), che sarà adottato dai comuni, dalle province e dalle città metropolitane in sostituzione:

  • della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP),
  • del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP),
  • dell’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (ICPDPA),
  • del canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP),
  • del canone di cui all’art. 27, commi 7 e 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), limitatamente alle strade di pertinenza dei comuni e delle province.

Il canone è comunque comprensivo di qualunque canone ricognitorio o concessorio previsto da norme di legge e dai regolamenti comunali e provinciali, fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi.

Il nuovo canone – cui si affianca anche il canone patrimoniale di concessione per l’occupazione nei mercati (canone mercati) – è disciplinato dall’art. 1, commi da 816 a 847, della legge di Bilancio 2020 (legge n. 160/2019).

In data 11 Dicembre 2020 l’IFEL (Istituto per la finanza e l’economia locale) ha predisposto uno schema di regolamento per la disciplina del canone di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale, al fine di agevolare il lavoro degli amministratori, che sono costretti a deliberare atti in tempi brevi.

Lo schema di regolamento è stato aggiornato il 25 Febbraio scorso.

E’ possibile leggere le novità introdotte rispetto alla precedente versione e consultare il nuovo schema di regolamento sul sito della Fondazione IFEL.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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