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DDL Corruzione: inasprite le pene per reato di Falso in Bilancio

lentepubblica.it • 18 Marzo 2015

anti corruzioneEcco come viene inasprito il reato di falso in bilancio con un emendamento del Governo al Ddl Corruzione.

 

Inasprite con un emendamento del Governo al Ddl Corruzione, depositato in Commissione Giustizia alla Camera, le pene (minima e massima) per chi si rende colpevole di falso in bilancio: reclusione da 3 a 8 anni in caso di società quotate in borsa; da uno a 5 anni negli altri casi.

 

Inasprite anche le sanzioni: si va da un minimo di 400 ad un massimo di 600 quote (finora 150-330) nel caso si manomettano le comunicazioni sociali di imprese in listino; da 200 a 400 quote per quelle non soggette all’andamento borsistico, invece dei 100-150 attuali.

 

Viene poi prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni i fatti di lieve entità, valutati tenuto conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta, a meno che i fatti non costituiscano un più reato grave. Per le piccolissime realtà il delitto sarà procedibile soltanto: «A querela della società, dei soci, dei creditori, o degli altri destinatari della comunicazione sociale».

 

In tutti gli altri casi, sia che le imprese siano quotate o meno in borsa, il falso in bilancio sarà sempre perseguibile d’ufficio. Si tratta di un giro di vite che, secondo il Guardasigilli Andrea Orlando, farà sì che si passi: «da un reato di danno a un reato di pericolo».

Fonte: PMI (www.pmi.it) - articolo di Francesca Vinciarelli
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