Debiti della PA, gli anticipi della Cdp velocizzano i pagamenti

lentepubblica.it • 18 Febbraio 2020

debiti-pa-anticipi-cdpVia libera all’anticipazione di liquidità per il pagamento dei debiti verso i fornitori della pubblica amministrazione.


Debiti della PA, con gli anticipi della Cdp tempi più rapidi per i pagamenti. Già operativa infatti la nuova Anticipazione di Liquidità per il 2020, che consentirà l’anticipazione dei pagamenti dovuti dalla Pubblica amministrazione al 31 dicembre 2019.

Grazie a questa iniziativa sarà possibile offrire un sostegno concreto alla Pubblica amministrazione, generando anche un impatto positivo per il tessuto economico e le comunità locali.

Scopriamo nello specifico quali sono le novità previste.

Debiti della PA: gli anticipi della Cdp

Il contributo scatterà per pagare debiti certi, liquidi ed esigibili, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e obbligazioni per prestazioni professionali. La misura riguarda debiti dovuti sia dalle Regioni e dalle province autonome (e dai rispettivi enti del servizio sanitario nazionale), che da Comuni, province e città metropolitane.

La Cassa Depositi e Prestiti accrediterà ai singoli enti la liquidità in un’unica soluzione, entro 7 giorni lavorativi dalla data della richiesta di erogazione. Con obbligo di pagare tempestivamente le imprese creditrici entro 15 giorni (30 giorni per i debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale) dal ricevimento delle somme.

Gli enti interessati ad usufruire della nuova misura troveranno tutte le informazioni disponibili alla pagina cdp.it/anticipazioniPA2020.

Negli intenti di CDP la misura è in grado di fornire una risposta immediata ed efficace alle esigenze di tutti i soggetti coinvolti, nello specifico:

  • imprese,
  • bilancio centrale
  • ed Enti pubblici.

In particolare, le imprese otterranno la liquidazione del proprio credito verso gli Enti, senza dover sostenere alcun costo accessorio, il bilancio centrale non subirà impatti sui saldi di finanza pubblica, e gli Enti godranno di un tasso finito variabile, al momento pari allo 0,475%, inferiore rispetto a quello previsto dalla direttiva 2011/7/UE (tasso di riferimento BCE +8%).

 

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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