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Decreto legge Irpef: da sciogliere il “nodo” sul bonus famiglie

lentepubblica.it • 3 Giugno 2014

Estensione del bonus Irpef di 80 euro alle famiglie numerose, aumento degli sconti Irap e taglio ai fondi della Rai. Sono i nodi principali del decreto legge Irpef, che il governo dovrà sciogliere entro oggi quando le commissioni Bilancio e Finanze del Senato torneranno a riunirsi.

L’ok delle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama al decreto Irpef e’ atteso oggi entro le 15. Le commissioni torneranno a riunirsi alle 11 ma non e’ escluso che l’approdo in aula (previsto appunto dalle 15) possa slittare di qualche ora. Il Senato ha infatti un’altra settimana intera per districare la matassa. E per affrontare i ‘nodi’ rimasti ancora strettamente ‘legati’. Poi, dati i tempi strettissimi (il dl e’ atteso entro il 13 giugno in aula alla Camera), e’ quasi scontato il ricorso ad una doppia fiducia. Sui contenuti del decreto e le richieste di modifica il weekend non avrebbe intanto portato ‘consiglio’ e sull’allargamento del bonus da 80 euro alle famiglie piu’ numerose (da tre figli in su) chiesto a gran voce da Ncd il governo mantiene ancora il punto: ”la proposta e’ interessante – dice il viceministro all’Economia, Enrico Morando – ma ci sono problemi finanziari. Quindi il testo resta come e”’. Ma il relatore del’Ncd, Antonio D’Ali’, insiste: ”Ho parlato con il capogruppo Maurizio Sacconi: sulla richiesta di allargare il bonus Irpef alle famiglie andremo avanti. Siamo pronti anche a votare con altri gruppi. Ma non credo ce ne sara’ bisogno”. Una cosa e’ certa: se l’allargamento alle famiglie e’ in bilico quasi certamente saltera’ la richiesta di rendere piu’ incisivo il taglio del 10% all’Irap per le imprese che e’ – spiega Morando – ”ancora piu’ pesante dal punto di vista finanziario”.

E comunque il governo ha gia’ fatto sapere che e’ disponibile ad accogliere queste richieste ma solo in sede di Legge di Stabilita’. Cioe’ se ne parla l’anno prossimo. Altro capitolo ancora aperto e’ quello della Rai. Il governo resta fermo sul taglio di 150 milioni previsto dall’articolo 21. Ma e’ pronto a retrocedere escludendo Rai dai tagli alle societa’ partecipate previsti dall’articolo 20. Altro tema in ballo e’ quello delle sedi regionali (sempre articolo 21). Da quanto si apprende da fonti parlamentari il governo ha gia’ espresso l’esigenza di intervenire sulla parte dell’articolo 21 che riguarda l’autonomia finanziaria delle sedi Rai. Il comma 2 prevede che fino alla definizione di un nuovo assetto territoriale da parte della televisione pubblica, le sedi regionali o, per le province autonome di Trento e di Bolzano, le sedi provinciali della societa’ continuano ad operare in regime di autonomia finanziaria e contabile in relazione all’attivita’ di adempimento degli obblighi di pubblico servizio affidati. Il governo viceversa interverrebbe per lasciare maggior autonomia decisionale a Rai sulle sedi periferiche. Pur chiedendo rassicurazioni su un corretto servizio regionale. Verrebbe cosi’ probabilmente riscritto con modifiche l’emendamento in questo senso gia’ presentato da Salvatore Margiotta del Pd. Oppure il Governo potrebbe intervenire con proprio emendamento anche se da accordi non ne potrebbe piu’ presentare nei lavori delle commissioni.

 

FONTE: Confcommercio

 

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