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Varato il decreto che salva Province e Città Metropolitane in dissesto

lentepubblica.it • 21 Giugno 2016

dissestoIl Consiglio dei Ministri n. 121 ha varato ieri il decreto legge enti locali, recante norme per salvare le Province e le Città metropolitane, nel quale vengono recepite alcune segnalazioni dell’Anci contenute in un documento elaborato alcuni giorni fa.

 

In pratica, il Governo ha annullato le sanzioni che si sarebbero abbattute, sotto forma di tagli, su 47 province ed 8 città metropolitane (Roma, Napoli, Torino, Milano, Venezia, Firenze, Bari e Genova) che non hanno rispettato il Patto di Stabilità 2015.

 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge contenente misure per gli enti locali. In particolare, il provvedimento:

 

1. Efficienta le risorse comunali. Ridestina al comparto comunale alcune economie di spesa (circa 26 milioni di euro) residuate da stanziamenti inerenti lo stesso comparto comunale (gli accantonamenti prudenziali 2015 e il fondo per il rimborso della Tasi abitazione principale). Le risorse vengono destinate a rendere più fluido ed equo il passaggio dal criterio della spesa storica a quello basato su fabbisogni standard e capacità fiscale (che al momento vale per il 30% dei trasferimenti statali).

 

2. Crea un “cuscinetto” contro i dissesti finanziari dovuti a eventi molto lontani nel tempo. Crea un “Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti” con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2019. Tale fondo è destinato a comuni che siano colpiti da sentenze esecutive (dovute a calamità naturali o cedimenti strutturali) il cui onere risarcitorio sia superiore alla metà del proprio bilancio di parte corrente. Tale intervento è destinato quindi ad evitare il dissesto finanziario di comuni che si trovano ora a dover pagare l’onere di eventi occorsi a volte diversi decenni fa.

 

3. Guida l’uscita dall’emergenza per i comuni terremotati o colpiti da calamità Rende più certa e sostenibile l’uscita dall’emergenza per i comuni colpiti da eventi sismici, prevedendo un riapplicarsi graduale in quattro anni (anziché integralmente dall’anno prossimo) dei tagli ai trasferimenti statali da cui questi comuni erano stati esentati negli anni dell’emergenza (Emilia, l’Aquila, Massa Carrara e Lucca). In più, eroga un contributo 2 straordinario a L’Aquila (16 milioni di euro) e ai comuni limitrofi (1,5 milioni di euro) per esigenze connesse alla ricostruzione. Allo stesso tempo, destina 7,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017 come somme destinate alle transazioni per i parenti delle vittime dell’alluvione del 1998 a Sarno. Infine, proroga dal 30 giugno al 31 ottobre il pagamento della prima rata del prestiti erogati da Cassa Depositi e Prestiti alle imprese del cratere sismico emiliano al fine di consentir loro il pagamento dei tributi negli anni dell’emergenza.

 

4. Elimina le sanzioni per province e città metropolitane che nel 2015 non hanno rispettato il Patto di Stabilità interno. La particolare fase di transazione che vivono questi enti (caratterizzata da una massiccia riduzione di risorse, in vista dell’attuarsi della riforma costituzionale) li mette in una condizione di eccezionalità tale da giustificare questo provvedimento, limitato ai soli enti di questo comparto.

 

5. Contiene norme per consentire una migliore gestione di bilancio da parte delle Regioni, nel rispetto delle disposizioni delle Legge di Stabilità 2016.

 

 

Fonte: Governo Italiano
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