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Emilia Romagna. Patto anti-evasione: oltre 4.200 controlli, 22mln di euro incassati

lentepubblica.it • 1 Aprile 2014

Scovati proprietari di consistenti patrimoni immobiliari che non dichiaravano nulla al fisco

Oltre 4.200 accertamenti eseguiti e circa 22 milioni di euro incassati (che salgono a 30 se si considerano anche le rate da versare su accertamenti già chiusi) con un aumento dell’82% dell’evasione scoperta tra i “finti poveri”, persone con un tenore di vita in palese contrasto con i redditi dichiarati. Questi i numeri della collaborazione, iniziata nel 2009, tra Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna, Anci Emilia Romagna e comuni per il contrasto all’evasione fiscale. Le segnalazioni trasmesse dai 280 comuni aderenti hanno consentito di accertare un’evasione di 70 milioni di euro. Nell’81% dei casi gli accertamenti innescati dalle segnalazioni comunali sono stati chiusi con l’accordo del contribuente, a dimostrazione del buon  livello qualitativo dei controlli.

La maggiore imposta accertata. In regione il municipio-leader per evasione accertata è Reggio Emilia, le cui segnalazioni hanno fatto emergere una maggiore imposta di 7,5 milioni di euro; seguono Bologna (5,2 milioni di euro), Modena (3,8 milioni di euro), Rimini (3,3 milioni di euro) e la “piccola” Formigine (3 milioni di euro). Tra le new entry si distinguono Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, le cui segnalazioni hanno consentito di accertare casi di evasione per 2,5 milioni di euro; Russi, in provincia di Ravenna, con un’evasione accertata di 2 milioni di euro, e Gambettola, in provincia di Forlì-Cesena (1,6 milioni di euro). A livello provinciale guida Modena, con 19,3 milioni di euro di maggiore imposta accertata, che precede Reggio Emilia (12,3 milioni di euro) e Bologna (11,4 milioni di euro).

Gli ambiti più proficui. La maggiore concentrazione di segnalazioni si registra nell’ambito “proprietà edilizia e patrimonio immobiliare” (48% delle segnalazioni totali): da rendite catastali e affitti non dichiarati provengono circa 11,9 milioni di evasione accertata. I campi di intervento più proficui – rispetto ai quali si vanno intensificando le segnalazioni dei Comuni – sono però altri. Tra tutti, si distingue il settore “urbanistica e territorio” (che riguarda in particolare le operazioni di speculazione edilizia), con una maggiore imposta accertata di 26,3 milioni di euro, pari al 37% del totale, nonostante un numero di segnalazioni relativamente basso (2.853, 12% del totale). Sono risultate molto redditizie anche le segnalazioni sui “finti poveri”, contribuenti che manifestano un tenore di vita in palese contrasto con i redditi dichiarati, con 22,8 milioni di euro accertati (32% del totale), di cui 10 si riferiscono al solo 2013. Significativa, infine, l’evasione scoperta nel settore “commercio e professioni”, in particolare a carico di soggetti che svolgono attività commerciali dietro lo schermo di un’associazione (8,8 milioni di euro, pari al 13% del totale).
Cosa entra in cassa. Le segnalazioni relative all’ambito “urbanistica e territorio” confermano il proprio primato, con 12 milioni di euro di incasso (55% del riscosso totale). Sotto il profilo della distribuzione territoriale, i municipi che registrano gli incassi più consistenti sono Bologna (3 milioni di euro), Formigine (1,4 milioni di euro) e Rimini (1,4 milioni di euro). Tra le province, i proventi della  collaborazione con l’Agenzia delle Entrate si concentrano in misura prevalente nei comuni modenesi (6,7 milioni di euro), che sopravanzano i  municipi bolognesi (5,8 milioni di euro).  Da ricordare, infine, che per le segnalazioni inviate nel triennio 2012-2014, la percentuale del riscosso che spetta al comune è pari al 100%.

Alcuni casi di evasione. Nel 2008 non ha dichiarato redditi imponibili, pur avendo a sua disposizione tre auto e tre immobili, di cui uno di 450 metri quadrati in provincia di Bologna e un altro, una piccola “casa vacanza”, in un’isola delle Egadi. Il controllo, scaturito da una rilevazione ICI del Comune di residenza, ha accertato un maggior reddito di oltre 60mila euro, riferito al solo 2008, chiuso con l’accordo del contribuente.
Nel ravennate, un centro benessere ha attirato l’attenzione di alcuni residenti, che hanno segnalato un via vai insolito alla Polizia municipale. I successivi controlli dell’Agenzia delle Entrate sul proprietario del centro – che non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi – hanno fatto recuperare 150mila euro, tra maggiore imposta e interessi, per i tre anni fino ad ora oggetto di indagine.
Nel modenese, la richiesta di cambio di destinazione d’uso di un terreno da zona “verde pubblico urbano” a zona “artigianale-industriale”, seguito dalla vendita del terreno,  ha attirato l’interesse dell’Ufficio tributi. Dalle prime verifiche è risultato che il proprietario non aveva dichiarato nessuna plusvalenza dalla cessione del terreno edificabile, continuando inoltre a versare l’ICI come se il terreno fosse ancora agricolo. L’esame della segnalazione ha consentito di incassare 315mila euro, già versati dal contribuente.
Nel reggiano, il proprietario di circa 30 immobili, distribuiti tra il capoluogo e la provincia, nonostante il cospicuo patrimonio immobiliare, dal 2008 al 2011 non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi. I controlli dell’Agenzia delle Entrate hanno permesso il recupero di oltre 140mila euro, tra maggiori imposte, interessi e sanzioni, in corso di pagamento.

FONTE: Fisco Oggi, giornale on line dell’agenzia delle entrate

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