Entrate tributarie: continua il trend positivo

lentepubblica.it • 10 Dicembre 2014

Confermato l’andamento positivo dell’Iva, che vanta incassi in crescita costante, soprattutto in relazione agli scambi interni: rispetto allo stesso periodo 2013, quasi 2 miliardi in più.

Le imposte indirette colmano il vuoto delle dirette e tutto resta sostanzialmente stabile.
Nel dettaglio, i primi dieci mesi dell’anno registrano un gettito Irpef-Ires in calo del 2,9% che, tradotto in euro, significa -5.124 milioni, mentre sull’altro fronte, quello delle indirette, un incremento del 2,9% (+4.264 milioni di euro). Oltre al dato Iva che si conferma positivo, spicca quello derivante dall’attività di accertamento (+15,8%). In numeri, l’introito complessivo, proveniente dalle dirette, si attesta a 168.873 milioni, quello registrato dalle indirette a 150.936 milioni di euro.
I dati d’insieme e spacchettati sono nel bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-ottobre 2014, pubblicato sul sito Df con le appendici statistiche e la nota tecnica.

Irpef e Ires: una diminuzione motivata
Le minori entrate Irpef (–1.043 milioni di euro rispetto a gennaio-ottobre 2013) risentono principalmente del decremento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente del settore privato (–342 milioni), di quello pubblico (–608 milioni) e dei lavoratori autonomi (–221 milioni). La contrazione registrata sulle ritenute relative ai dipendenti pubblici è stata, fra l’altro, trainata dall’applicazione della norma riguardante l’erogazione del bonus fiscale di 80 euro mensili per i lavoratori dipendenti e assimilati (articolo 1 del Dl 66/2014).

La flessione del gettito Ires trova la sua ragione, invece, nella riduzione dell’autoliquidazione (-16,2%): un risultato che risente, non soltanto, dei minori versamenti a saldo conseguenti ai maggiori acconti versati nel 2013 (fissati, per questi contribuenti, al 130%), ma anche degli effetti di alcuni provvedimenti normativi, tra i quali, la disciplina dell’aiuto alla crescita economica (Ace) che, per favorire il finanziamento delle piccole e medie imprese, consente di dedurre dal reddito imponibile la componente derivante dal rendimento nozionale di nuovo capitale proprio (articolo 1 del Dl 201/2011).

Tra i vari segni negativi delle imposte dirette, ce n’è uno positivo. Parliamo delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+83,2%). A differenza delle altre, queste crescono, sempre grazie a un intervento normativo (articoli 3 e 4 del Dl 66/2014): dall’1 luglio, la tassazione dei redditi di natura finanziaria è passata dal 20 al 26 per cento.

L’Iva tiene banco
Tra le imposte indirette, che nel complesso tra gennaio e ottobre 2014 guadagnano 150.936 milioni di euro, con un incremento del 2,9% rispetto ai primi dieci mesi dello scorso anno, la parte del leone va all’Iva. L’imposta registra una crescita del 2,4% (+1.975 milioni). Il dato è da attribuire all’apporto degli scambi interni, mentre è ancora in impasse la componente sulle importazioni da Paesi extra-Ue.

Male l’imposta di bollo (–162 milioni), bene l’accisa sui prodotti energetici, con un incremento pari al 6% (+1.139 milioni), e le entrate da giochi, con un +0,8 per cento .

In chiusura, molto soddisfacente il dato derivante dall’attività di accertamento, che porta nelle casse dello Stato 921 milioni in più rispetto ai primi dieci mesi del 2013: una crescita del 15,8 per cento.

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

 

 

 

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