Evasione Fiscale: le promesse della Svizzera sul piano BEPS

lentepubblica.it • 11 Novembre 2015

oecd_bepsIn occasione della pubblicazione dei risultati del progetto dell’Ocse contro i fenomeni di evasione fiscale internazionale, conosciuto come Base Erosion and Profit Shifting o BEPS, anche la Svizzera è chiamata a fare la sua parte per l’attuazione delle misure che consentiranno, in via generale, di coordinare meglio le regole di diritto fiscale internazionale e di colmare le lacune sfruttate sino ad oggi dalle multinazionali in materia di pianificazione fiscale aggressiva. Il Consiglio federale svizzero, pertanto, ha dato incarico al Dipartimento federale delle Finanze di fornire analisi e proposte per l’attuazione dei risultati.

 

Il progetto BEPS – Il BEPS è frutto del lavoro congiunto concordato tra l’Ocse, il G20 e i Paesi in via di sviluppo attraverso cui i soggetti promotori intendono contrastare l’erosione e l’illecito trasferimento di base imponibile verso Paesi e territori a fiscalità privilegiata o nulla, che è alla base dei fenomeni di doppia “non imposizione”.

 

I risultati sono stati presentati in questi giorni dopo un processo di consultazione durato due anni e sono costituiti da una serie di misure per una riforma globale e coordinata delle norme fiscali internazionali, per contrastare l’artificioso trasferimento dei profitti in paradisi fiscali dove è di fatto assente qualsiasi attività economica reale. Il piano d’azione BEPS consta delle seguenti 15 misure:

 

 

  • introduzione di specifiche norme fiscali per la risoluzione delle problematiche legate all’economia digitale in materia di imposte dirette ed indirette;

 

  • neutralizzazione di strutture ibride (Hybrid mismatch arrangements) che consentono fenomeni di doppia non imposizione, doppia deduzione o differimento a lungo termine del pagamento delle imposte;

 

  • rafforzamento delle regole sulle Controlled foreign company attraverso specifiche raccomandazioni;

 

  • diffusione di best practice volte a prevenire l’erosione di base imponibile attraverso la deducibilità degli interessi passivi o di altre poste finanziarie;

 

  • lotta alle pratiche fiscali dannose attraverso l’incentivazione dello scambio automatico di informazioni;

 

  • prevenzione all’abuso di trattati fiscali internazionali;

 

  • rideterminazione del principio di Stabile Organizzazione;

 

  • sviluppo di regole per la prevenzione del fenomeno dell’erosione della base imponibile e del trasferimento dei profitti attraverso il trasferimento di beni immateriali tra societa’ del medesimo gruppo;

 

  • adozione di specifiche norme sulla deducibilita’ delle spese finanziarie tra societa’ del medesimo gruppo al fine di assicurare la corretta attribuzione del profitto agli effettivi beneficiari;

 

  • sviluppo di pratiche che garantiscano la conformità dei prezzi di trasferimento e la creazione di valore aggiunto;

 

  • sviluppo di specifiche metodologie per registrare e analizzare i dati della BEPS e l’impatto economico delle misure volte a contrastare l’erosione della base imponibile;

 

  • introduzione dell’obbligo a carico dei contribuenti di divulgare le loro pratiche di pianificazione fiscale aggressiva per agevolare l’attività dell’Amministrazione finanziaria;

 

  • migliorare la trasparenza delle Amministrazioni fiscali in materia di transfer pricing;

 

  • creazione di meccanismi per l’efficace risoluzione delle controversie attraverso l’apporto di specifiche modifiche alla Convenzioni contro le doppie imposizioni di matrice Ocse;

 

  • sviluppo di un modello multilaterale che consenta ai Paesi membri di implementare le misureBEPS elaborate in sede OCSE attraverso la modifica dei trattati bilaterali;

 

Tali risultati sono stati portati dapprima in discussione al metting tra i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali dei Paesi membri del G20 tenutosi a Lima lo scorso 8 ottobre e successivamente al vertice annuale dei capi di Governo e di Stato del G20 che si terrà ad Antalya in Turchia, dove sarà data attuazione alle misure.
 

La Svizzera nell’ambito del progetto BEPS – Dal punto di vista della Svizzera, rivestono particolare priorità i seguenti dossier:

 

 

  • IP box: è stato elaborato un nuovo approccio per l’imposizione dei beni immateriali in base al quale i relativi redditi, per poter beneficiare di un’imposizione agevolata, dovranno essere connessi alla ricerca e allo sviluppo effettuati sul luogo dell’imposizione;

 

  • ruling o scambio spontaneo di informazioni su decisioni anticipate in materia fiscale;

 

  • Meccanismi per risolvere le controversie: gli Stati si sono impegnati a garantire l’accesso alla procedura amichevole se l’applicazione di una convenzione comportasse una doppia imposizione. La Svizzera, in particolare, si è impegnata a prevedere una procedura arbitrale;

 

  • documentazione sui prezzi di trasferimento: è stata predisposta la creazione di un sistema per lo scambio di rapporti Paese per Paese, il cd. country by country reporting, che si prefigge di fornire una panoramica generale circa la ripartizione a livello mondiale degli utili conseguiti dalle multinazionali e delle relative imposte versate. Affinché sia data attuazione a tale misura sarà necessario che gli Stati creino una base giuridica comune che consenta loro di scambiare in via automatica questi rapporti.

 

Dal canto suo la Confederazione elevetica ha già tenuto conto di alcuni risultati del progetto BEPSnel quadro delle riforme interne quale, ad esempio, quella relativa all’imposizione delle imprese in cui sono stati disposti l’abolizione di regimi preferenziali e l’introduzione di una IP box conforme agli standard.
Sul fronte dello scambio di informazioni sui ruling e lo scambio country by country, invece, la Svizzera deve ancora conformarsi alle nuove misure.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Emiliano Marvulli
avatar
  Subscribe  
Notificami