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Fabbisogni Standard: fondi bloccati in parecchi Comuni

lentepubblica.it • 3 Maggio 2017

fabbisogni standard inadempientiIl nuovo censimento appena pubblicato dal ministero dell’Interno, a tre mesi dalla scadenza per l’invio dei dati mostra molti Comuni in ritardo all’appuntamento: ritardo che blocca le erogazioni di fondi «a qualsiasi titolo» agli enti locali non in regola.


Il gruppo degli inadempienti si assottiglia con grande lentezza: sono quasi 2.500 Comuni ad essere in ritardo all’appuntamento e solo 500 enti sono usciti dall’elenco negli ultimi due mesi. Probabile, a questo punto, che il ritmo rimanga questo fino a giugno.

 

Il progetto fabbisogni standard nasce con il D.lgs. 216/2010 che affida a SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico S.p.A. la predisposizione delle metodologie finalizzate alla determinazione dei fabbisogni standard. I fabbisogni standard rappresentano le reali necessità finanziarie di un ente locale in base alle sue caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente. L’adozione del calcolo dei fabbisogni standard per la distribuzione dei trasferimenti perequativi permette il superamento del vecchio criterio della spesa storica sulla quale si basano attualmente i trasferimenti agli Enti territoriali.

 

La determinazione di fabbisogni standard e capacità fiscali standard delle Regioni a statuto ordinario, è valevole anche ai fini del riparto tra le regioni stesse del concorso alla finanza pubblica.  Questo approccio metodologico viene oggi considerata una best practice relativa alla progettazione dei sistemi di finanziamento dei governi locali e offre al Paese un’importante chance per ammodernare le relazioni intergovernative e rendere più efficiente la spesa pubblica degli Enti Locali.

 

Al sopra citato blocco sono sfuggiti solo gli 1,3 miliardi di anticipi Imu riconosciuti il 9 marzo scorso, in base al meccanismo pensato dal decreto enti locali di due anni fa (articolo 3, comma 1 del Dl 78/2015) per evitare buchi di liquidità negli enti locali: trattandosi di «risorse proprie» dei Comuni, le cui anticipazioni vengono recuperate dall’agenzia delle Entrate.

 

In allegato l’elenco con tutti gli inadempienti, Comune per Comune.

 

 

 

Fonte: Ministero dell'Interno
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