Fabbisogni Standard TARI 2020: le linee guida del MEF

lentepubblica.it • 7 Gennaio 2020

fabbisogni-standard-tari-2020Nelle Linee guida si forniscono le indicazioni per il calcolo del fabbisogno standard di ogni Comune.


Fabbisogni Standard TARI 2020. Il dipartimento delle Finanze ha pubblicato «Le linee guida interpretative» per l’applicazione dei fabbisogni standard necessari al calcolo dei costi efficienti per il servizio di gestione dei rifiuti, destinati a influire sulle tariffe alle utenze.

Va sottolineato che quest’anno per la prima volta sono stati definiti i fabbisogni standard con riferimento esclusivo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, tenendo conto anche delle importanti novità connesse all’avvio del nuovo sistema di regolazione del servizio determinato dalla delibera ARERA n. 443/2019, in base al quale i fabbisogni standard assumono un valore di riferimento obbligatorio per il metodo tariffario.

Fabbisogni Standard TARI 2020

Il presente documento, predisposto con la collaborazione di IFEL e di SOSE, ha la finalità di inquadrare il contesto applicativo dei provvedimenti in esame. E facilitarne l’attuazione da parte dei comuni per la predisposizione dei piani finanziari relativi al 2020.

Il fabbisogno standard finale di ogni comune è il risultato del prodotto di due grandezze:

  • il costo standard di riferimento per la gestione di una tonnellata di rifiuti;
  • le tonnellate di rifiuti urbani gestite dal servizio.

I differenziali

Per ottenere il costo standard di riferimento di ogni comune, a tale valore base occorre aggiungere i differenziali di costo relativi alle seguenti componenti:

  • la percentuale di raccolta differenziata
  • oppure la distanza in km fra il comune e gli impianti cui vengono conferite le differenti tipologie di rifiuti urbani (1 km di distanza aumenta il costo standard di 0,18 euro per tonnellata);
  • il numero e la tipologia degli impianti regionali
  • anche la percentuale di rifiuti urbani trattati e smaltiti negli impianti regionali
  • la forma di gestione del servizio rifiuti
  • e i fattori di contesto del comune relativi alle principali caratteristiche, costanti nel tempo o mutevoli solo nel lungo periodo, del contesto demografico, morfologico ed economico comunale
  • le economie/diseconomie di scala
  • oppure le modalità di raccolta dei rifiuti urbani,
  • infine il cluster o gruppo omogeneo di appartenenza del comune.

Con riferimento alle “stime puntuali” relative all’impatto delle singole variabili, occorre sottolineare che alcune di esse non mostrano un impatto statisticamente significativo sul costo storico unitario, e quindi non devono essere considerate nel calcolo del costo standard.

Per maggiori informazioni potete consultare il testo completo delle linee guida in PDF.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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