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Famiglie Italiane: le tasse strozzano le feste natalizie, si spenderà di meno

lentepubblica.it • 4 Dicembre 2014

Secondo l’Ufficio Studi Confcommercio scende il budget a disposizione perché la tredicesima disponibile per consumi sarà il 3,6% più leggera dell’anno scorso. Il 72,7% degli italiani prevede un Natale molto dimesso, ma l’85,2% farà comunque regali. Intanto a ottobre l’ICC registra una variazione nulla rispetto a settembre e un calo dello 0,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Si avvicina a grandi passi un Natale sì di festa, ma di certo non per i consumi. Lo dicono i dati presentati da Confcommercio nel corso di una conferenza stampa convocata a Roma per fare il punto su peso delle tasse sui consumi, ammontare delle tredicesime e propensione alla spesa per le prossime festività.

A contribuire al ribasso della spesa non sarà solo e tanto un fattore psicologico, quanto il calo delle risorse a disposizione.

Come ha spiegato il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, nel 2014 la tredicesima netta che andrà nelle tasche dei lavoratori sarà pari a 39,2 miliardi, lo 0,9% in più del 2013, ma tra Ici/Imu/Tari, canone Rai e tasse automobilistiche si dovranno spendere 9,5 miliardi, il 18% in più. La tredicesima disponibile per consumi si abbassa dunque a 29,7 miliardi, il 3,6% in meno dell’anno scorso, e quella effettivamente destinata ai consumi sarà di 28 miliardi, -3,2%, 41 euro in meno a famiglia.

Giù anche la propensione agli acquisti, all’85,2% contro l’85,8% dello scorso anno (era all 33,7 nel 2009), mentre i regali saranno soprattutto tradizionali (l’84,8% rispetto al 15,2% di quelli tecnologici, percentuale comunque in costante crescita).

Che la situazione sia difficile lo conferma poi, per finire, l’indicatore dei Consumi Confcommercio, che ad ottobre registra una variazione nulla rispetto a settembre e un calo dello 0,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Mancano, insomma, veri sintomi di ripresa della domanda delle famiglie, i cui livelli sono del 12% inferiori rispetto alla fine del 2007. La fase di recessione-stagnazione che ha caratterizzato gran parte del 2014, non sembra dunque destinata a mutare radicalmente nei prossimi mesi.

 

 

FONTE: Confcommercio

 

 

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