Fattura elettronica obbligatoria dal 2019: come funziona?

lentepubblica.it • 19 Ottobre 2018

fattura-elettronica-obbligatoria-2019La fattura elettronica sarà obbligatoria a partire dal 2019: ecco come funziona questo strumento utile e prezioso per snellire la burocrazia e rendere la vita più facile a professionisti e aziende.


Dal 2019 arriveranno numerose novità a livello di adempimenti fiscali, con una netta accelerazione sul versante digitalizzazione e semplificazione burocratica.

 

Una delle colonne portanti di queste novità è la fatturazione elettronica obbligatoria dal 2019, inserita anche all’interno dell’ultima Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza.

 

Che cos’è la fattura elettronica?

 

La fattura elettronica andrà definitivamente a , attraverso un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture.

 

Come il suo predecessore “analogico”, anche la fattura elettronica è composta di alcuni elementi base invariabili:

 

  • Denominazione e partita IVA dell’emittente
  • Dati dell’intestatario della fattura
  • Numero progressivo della fattura (come indicato dalla risoluzione n. 1/E dell’Agenzia delle Entrate)
  • Base imponibile su cui si calcola l’IVA
  • Data di emissione
  • Totale della fattura

 

Tuttavia, muta il procedimento di creazione della medesima. Adesso, infatti:

 

  • La fattura deve essere redatta esclusivamente in formato digitale tramite l’utilizzo di un pc, un tablet o uno smartphone. Non sarà più consentito utilizzare il formato cartaceo.
  • Deve successivamente essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il c.d. Sistema di Interscambio (SdI): una vera e propria struttura digitale che esegue controlli sui file ricevuti ed inoltra le fatture ai destinatari.

 

 

Il nuovo formato in cui le fatture elettroniche devono essere prodotte, trasmesse e conservate in un formato digitale chiamato XML (eXtensible Markup Language).

 

Le specifiche adottate da questo formato sono compilate in modo da rendere leggibili con semplicità, dal sistema che le riceve, le informazioni necessarie ai fini dei controlli previsti per legge.

 

Come? Attraverso un linguaggio informatico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento in maniera univoca. Riducendo a zero la possibilità di commettere errori nella “traduzione” dei dati al destinatario.

 

Per predisporre la fattura occorre un applicativo (software) che consenta la compilazione del file della fattura nel suddetto formato XML, come previsto dalle regole delineate dall’Agenzia delle Entrate.

 

In base ai nuovi dettami sono previste tre tipologie differenti di Fatturazione Elettronica:

 

  1. Fatturazione elettronica PA (verso la Pubblica Amministrazione)
  2. Fatturazione elettronica B2B (tra soggetti privati titolari di partita iva)
  3. Fatturazione elettronica B2C (verso il consumatore finale)

 

 

Qual è la normativa di riferimento?

 

L’obbligo di fatturazione elettronica è stato introdotto dalla legge di bilancio 2018, che ha stabilito la dead line del 1° gennaio 2019.

 

A seguire l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento 30 aprile 2018 ha definito le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche attraverso il Sistema di interscambio. Ed ancora, con la circolare 8/2018, ha fornito i primi chiarimenti interpretativi sull’ambito oggettivo e soggettivo di applicazione dell’obbligo di fatturazione.

 

Inoltre, nel nuovo Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019, si prevede di completare la razionalizzazione e semplificazione del processo di certificazione fiscale, avviato con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, mediante l’introduzione dell’obbligo generalizzato di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

 

 

A chi è rivolta? Chi è esente?

 

La fattura elettronica si rivolge a tutti i possessori di Partita IVA, dunque:

 

  • Aziende
  • Professionisti
  • Commercianti
  • Artigiani
  • Ditte individuali

 

Le fatture elettroniche dovranno essere trasmesse al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate dal soggetto che le emette. Questo procedimento, tuttavia, può anche essere espletato non direttamente, inoltrando la fattura al SdI tramite un intermediario abilitato. L’intermediario, in tal caso, ricopre il ruolo di chi invia o riceve i file per conto dell’emittente.

 

Al contrario, ad essere esentati dall’obbligo di fattura elettronica dal 2019 sono soltanto una cerchia ristretta di soggetti:

 

  • I possessori di partita IVA con regime dei minimi.
  • I possessori di partita IVA con regime forfettario. Appartengono a questo insieme i titolari di una partita IVA “agevolata”, con una tassazione fissa e ridotta applicata su di un coefficiente di redditività diversificato a seconda del codice ATECO (codice identificativo per gli esercenti) che contraddistingue l’attività esercitata.

 

 

Il processo di fatturazione attraverso il Sistema di Interscambio

                                                                                                

Professionista e intermediario hanno bisogno di un tramite per portare a termine la procedura.  Per questo motivo è stato predisposto il cosiddetto Sistema di Interscambio nazionale (SdI), uno strumento introdotto dalla Legge Finanziaria 2008:

 

  • Il trasmittente invia la fattura al SdI;
  • Il Sistema effettua i controlli che potranno rilasciare un:

 

  • Esito Negativo: viene inviata una notifica di scarto al trasmittente, che segnala un’eventuale situazione di non ammissibilità o non conformità;
  • Esito Positivo: viene inviata una ricevuta di consegna al trasmittente e il file comprensivo dei metadati per l’elaborazione al destinatario.

 

Quali vantaggi per professionisti e aziende? 

 

I diretti interessati beneficeranno di numerosi vantaggi da questa nuova procedura. Tra quelli che riteniamo più importanti vogliamo soffermarci su due casi emblematici.

 

1) La semplificazione della burocrazia snellirà il carico professionale dal punto di vista contabile e amministrativo. Ciò significa che verranno abolite tutte le scartoffie e tutto il lavoro di protocollazione documentale che, ineluttabilmente, accompagnava il formato cartaceo.

 

Un solo click sostituirà intere procedure anche parecchio complesse, oleando notevolmente la catena di montaggio aziendale e professionale.

 

2) La conservazione digitale delle fatture farà sì che anche lo “spazio fisico” di archiviazione diventerà praticamente obsoleto.

 

Milioni di documenti potranno comodamente essere archiviati in formato digitale, comprimendo notevolmente i tempi di gestione delle pratiche.

 

Quali sono i doveri di professionisti e aziende?

 

Oneri, non solo onori. Le regole parlano chiaro, il formato elettronico è l’unico che deve essere utilizzato, pena l’invalidità della fattura emessa.

 

Questo, tuttavia, non è l’unico obbligo da rispettare. Sinteticamente, i doveri a carico dei soggetti che emettono le fatture sono i seguenti:

 

  • Creazione in formato XML
  • Trasmissione e ricezione (tramite il SdI) della fattura elettronica
  • Conservazione sostitutiva della fattura a norma per 10 anni (come nel caso delle fatture cartacee).

 

Rispettare questi doveri è essenziale per non incorrere in sanzioni. Esistono, nello specifico, tre tipologie diverse di violazione degli adempimenti previsti:

 

  • Fatturazione cartacea in luogo di quella elettronica
  • Ritardo nell’emissione della fattura
  • Omissione della fattura elettronica dovuta a seguito di “scarto” della medesima

 

La normativa che si applica in caso di sanzioni per le tipologie di infrazione sopra citate sono regolate dall’articolo 6 del D.Lgs n. 471/1997 in materia di violazione riguardante la documentazione delle operazioni rilevanti IVA.

 

È previsto un pagamento variabile da un minimo del 90% ad un massimo che può giungere fino al 180% dell’imposta relativa all’imponibile non documentato o non registrato in modo adeguato.

Fonte: Aruba
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