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Fisco: un bilancio su Precompilata e Canone nel 2016

lentepubblica.it • 22 Dicembre 2016

entrate fiscali, fiscooIl bilancio è sicuramente positivo: è l’espressione, in sintesi, del direttore dell’Agenzia delle Entrate innanzi alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.


 

Nel corso dellaudizione, Rossella Orlandi, dati alla mano, ha fornito un resoconto dettagliato dei risultati delle attività svolte e delle criticità riscontrate.

 

La campagna dichiarativa 2016

 

Quasi 20 milioni di modelli 730 e circa 10 milioni di Unico sono le dichiarazioni trasmesse all’Amministrazione finanziaria. Due milioni i 730 precompilati inviati dai contribuenti tramite l’applicazione delle Entrate, ossia il 43% in più dello scorso anno, incremento raggiunto grazie alla maggiore completezza della dichiarazione precompilata e alla sempre maggiore facilità d’uso della procedura. Sono 700 milioni i dati pervenuti da enti esterni e confluiti nella precompilata 2016. Tra questi, ci sono oltre 400 milioni di ricette mediche per circa 1,5 miliardi di euro di ticket e 120 milioni di documenti fiscali per una spesa complessiva pari a 13 miliardi di euro. In totale, i dati utilizzati ai fini della compilazione della dichiarazione sono stati oltre 520 milioni per una spesa sanitaria complessiva di circa 14,5 miliardi, riguardanti 50 milioni di cittadini.

 

Cifre, quindi, di tutto rispetto che spingono l’Agenzia a proseguire nell’attività di implementazione dei dati presenti nella precompilata, predisponendo un modello in cui il contribuente ha sempre meno aggiunte da fare. Ad esempio, già per le dichiarazioni 2017, potrà utilizzare: le informazioni trasmesse al Sistema Ts anche dalle strutture sanitarie non accreditate e quelle inviate da parafarmacie, psicologi, infermieri, ostetrici, ottici e veterinari; i dati relativi ai rimborsi di spese universitarie erogati da enti diversi dagli atenei; i costi sostenuti da ogni singolo condomino per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica su parti comuni di edifici residenziali, comunicati dagli amministratori di condominio.

 

Nuovi dati, dunque, ma anche maggiore attenzione alla qualità della precompilata, soprattutto per quanto riguarda le informazioni già inserite relative a terreni, fabbricati e contratti di locazione.

 

La responsabile dell’Agenzia ha poi ricordato che quest’anno sono state inviate 156mila lettere bonarie per allertare i contribuenti destinatari di più certificazioni uniche, e quindi tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, che avevano invece omesso l’adempimento. Gli avvisi spiegavano al contribuente la strada più agevole per regolarizzare la posizione: presentare il modello Unico Pf entro il prossimo 29 dicembre, beneficiando, in caso di ricorso al ravvedimento operoso, di una consistente riduzione delle sanzioni dovute per la tardiva dichiarazione.

 

Canone Tv

 

Di seguito, Rossella Orlandi ha parlato dei risultati del primo round dell’operazione “canone Tv in bolletta” a uso privato, introdotto dalla Stabilità 2016 e partito concretamente dalla prima fattura emessa dopo il 1° luglio. Allo stato attuale sono disponibili i dati relativi a quanto complessivamente addebitabile per il 2016 nelle fatture (circa 2.272 milioni di euro), a quanto addebitato (circa 2.129 milioni di euro) e riscosso dalle imprese elettriche fino a ottobre e a quanto riversato dalle stesse mediante modello F24 entro il 20 novembre (circa 1.850 milioni di euro). Pur dovendo aspettare la conclusione del processo da parte delle società elettriche (fatturazione, riscossione, riversamento e rendicontazione), è comunque stimabile un incasso complessivo entro il 31 dicembre 2016 di oltre 2 miliardi di euro.

 

Rossella Orlandi si è anche soffermata sull’attività informativa diretta ai contribuenti. In particolare, da luglio è attivo un servizio di prima informazione sulla pagina Facebook delle Entrate attraverso la funzionalità Messenger. Le risposte arrivano entro 24 ore o, nei casi in cui è richiesto un maggiore approfondimento, entro cinque giorni dalla richiesta: “sono state fornite risposte a oltre 4.300 quesiti e gli utenti hanno mostrato un particolare apprezzamento per il servizio (14.652 “Mi piace” registrati sulla pagina ufficiale delle Entrate e oltre 300 recensioni pubblicate dagli utenti)”.

 

Inoltre, sul sito internet sono state pubblicate risposte alle domande più frequenti, divise in macro argomenti per facilitarne la consultazione, ed esempi per la compilazione del modello F24, da utilizzare nei casi in cui non c’è addebito in bolletta e l’utente deve provvedere in proprio al pagamento. È proseguita anche la partecipazione di rappresentanti dell’Amministrazione finanziaria a trasmissioni radiofoniche e televisive per fornire ulteriori informazioni pratiche ai contribuenti sull’argomento; così come la collaborazione con testate giornalistiche per la redazione di articoli sul nuovo meccanismo di riscossione del canone.

 

Fatturazione elettronica

 

La numero uno delle Entrate ha poi rappresentato alla Commissione lo stato dell’arte della fatturazione elettronica. Dall’avvio del servizio al 30 novembre di quest’anno il Sistema di interscambio (Sdi) ha ricevuto e gestito circa 52,7 milioni di file fattura verso la pubblica amministrazione, consegnandone circa 49 milioni, con un tasso di scarto che si è gradualmente ridotto e che, per il mese di novembre 2016, si è attestato al 3,96%. Nel 2016, sono stati gestiti, mediamente, circa 2,4 milioni di documenti elettronici al mese. Le fatture sono state emesse da 873mila fornitori e consegnate a oltre 60mila “uffici virtuali di 23mila Pa.

 

La fatturazione elettronica verso la Pa procede quindi nel senso della stabilità”, ha sostenuto la Orlandi, che ha segnalato il costante aumento dei fornitori: dal 31 marzo 2015 (avvio della fase 2 che ha esteso la fatturazione elettronica agli enti locali) fino allo scorso ottobre, sono praticamente raddoppiati, passando da circa 429mila a 873mila.

 

Per consentire anche ai privati l’utilizzo di tale strumento, l’Agenzia delle Entrate ha emanato i provvedimenti attuativi che permettono: il primo, ai soggetti passivi Iva che effettuano operazioni di commercio al minuto (e assimilati) di optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi a partire dal 1° gennaio 2017; il secondo, ai contribuenti Iva di scegliere, per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, l’utilizzo dello Sdi al posto della comunicazione polivalente.

 

Proseguendo nell’illustrazione di quanto attuato dall’Agenzia su questo fronte, la Orlandi ha ricordato che dal 1° luglio è stato messo a disposizione dei contribuenti il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche, accessibile dal sito delle Entrate, previa autenticazione mediante le credenziali dell’Agenzia, con Spid o con la Carta nazionale dei servizi; il servizio è utilizzabile anche per le fatture verso la Pubblica amministrazione per le quali è già integrato con il Sistema di interscambio.

 

In cinque mesi, questo servizio è stato utilizzato da più di 133mila utenti, sono state generate quasi 50mila fatture e sono state conservate più di 20mila fatture elettroniche. Inoltre, così come previsto dalla comunicazione congiunta dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia per l’Italia Digitale, il formato di FatturaPa subirà un adeguamento per consentire, oltre alla formazione e trasmissione delle fatture elettroniche verso le Pa già in uso, anche la fatturazione elettronica tra privati. La direttrice delle Entrate ha ricordato che fino al 31 dicembre 2016 le fatture elettroniche dovranno essere trasmesse nel vecchio formato, mentre dal 9 gennaio 2017 lo Sdi accetterà esclusivamente quelle inviate secondo le regole aggiornate.

 

Misure di contrasto all’evasione

 

Concludendo, la Orlandi è entrata nel merito delle misure di contrasto all’evasione fiscale introdotte dal Dl 193/2016: gli adempimenti comunicativi finora svolti attraverso la presentazione dello “spesometro integrato” (o comunicazione polivalente) subiranno anch’essi, a partire dal 1° gennaio 2017, una evoluzione e verranno sostituiti da una comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute e dei dati delle liquidazioni periodiche, con il chiaro scopo di favorire una maggiore collaborazione con i contribuenti e di razionalizzare e rendere più efficienti i controlli in materia di Iva. Questa misura, in linea con le indicazioni Ocse, permette al contribuente di utilizzare dati che, essendo necessari per l’effettuazione degli ordinari adempimenti relativi al tributo, sono già a sua disposizione e di predisporre la comunicazione in modo automatizzato partendo dai dati obbligatoriamente tenuti ai fini contabili e seguendo un formato – quello Xml – compatibile con qualsiasi software contabile oggi sul mercato.

 

Il direttore ha poi sottolineato “che i contribuenti saranno messi in condizione di effettuare l’invio di una sola comunicazione all’Agenzia, effettuando quindi una sola estrazione dal proprio data base contabile”. L’obbligo della trasmissione trimestrale delle fatture avrà effetti positivi sul recupero dell’evasione fiscale: finora, l’Amministrazione acquisiva i dati con un anno e mezzo/due di ritardo, un tempo troppo ampio, che ha favorito la crescita del tax gap (evasione da riscossione). L’ammontare dell’Iva dichiarata e non versata è passato da circa 6,9 miliardi di euro del periodo d’imposta 2010 a un valore stimato di oltre 8 miliardi di euro del 2014. Questo fa chiaramente comprendere come l’acquisizione dei dati fattura e Iva, con congruo margine d’anticipo rispetto alla presentazione della dichiarazione annuale, rappresenti uno strumento essenziale per arginare anche tali tipologie di fenomeni.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate
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