Fisco: patrimonio informativo, delineate linee guida

lentepubblica.it • 25 Settembre 2014

Audizione del direttore, Rossella Orlandi, alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, sulla razionalizzazione delle banche dati pubbliche

Occorre sottolineare che le caratteristiche dell’Anagrafe tributaria e i suoi contenuti la rendono elemento centrale e strategico di servizio per gli obiettivi sia di semplificazione degli adempimenti tributari posti a carico dei cittadini sia di contrasto all’evasione fiscale”.
Così si è espressa, oggi in audizione alla Camera, il direttore delle Entrate, Rossella Orlandi.

Nell’illustrare il patrimonio informativo a disposizione del Fisco, il direttore ha ricordato che l’Agenzia ha realizzato e reso operativi il Sid (sistema di interscambio dati), attraverso cui transitano le informazioni provenienti da enti esterni come banche, assicurazioni, fornitori di utenze domestiche, e il sistema di interscambio per la fatturazione elettronica verso la Pa. La tempestività e la qualità dei dati gestiti sono essenziali per il sistema Paese, al fine di facilitare il più possibile il processo di semplificazione amministrativa e tributaria in atto. Le informazioni ricevute, finora, sono state utilizzate esclusivamente nell’azione di contrasto all’evasione, ma assumono particolare importanza perché dal prossimo anno dovranno supportare una delle principali innovazioni in ambito fiscale: la dichiarazione precompilata.

Modello 730 precompilato
Per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate utilizzerà le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria (ad esempio, la dichiarazione dell’anno precedente e i versamenti effettuati), i dati relativi agli oneri detraibili e deducibili trasmessi da soggetti terzi (interessi passivi per mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali) e i dati contenuti nelle certificazioni dei sostituti d’imposta, con riferimento ai redditi di lavoro dipendente e di pensione e ai redditi di lavoro autonomo “occasionali”.
La dichiarazione così composta verrà messa a disposizione dei contribuenti sul sito dell’Agenzia (entro il 15 aprile), mediante i servizi telematici. I cittadini (lavoratori dipendenti e pensionati) potranno visualizzarla e, quindi, accettarla o modificarla.
A partire dal 2016, poi, potranno essere utilizzati anche i dati presenti nel Sistema tessera sanitaria (acquisti di medicinali, prestazioni sanitarie), nonché le informazioni relative ad altri oneri deducibili e detraibili che dovranno essere inviati all’Agenzia secondo modalità e termini che saranno individuati con decreto ministeriale.

La dichiarazione precompilata comporterà, già dall’anno prossimo, una forte semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti che, pur in presenza di un quadro normativo particolarmente complesso, potranno utilizzare un modello già compilato – almeno parzialmente – dalle Entrate.
Negli anni successivi, i benefici potranno aumentare grazie alla maggiore quantità di informazioni che l’Agenzia riuscirà a inserire nella dichiarazione, anche in virtù di una auspicabile semplificazione del contesto normativo.
Inoltre, per i contribuenti che usufruiscono della dichiarazione precompilata, ci sarà la riduzione dei controlli dell’Amministrazione finanziaria, in particolar modo per coloro che ottengono dal Caf o dal professionista l’apposizione del visto di conformità “pesante”.

Per rispettare le tempistiche molto ravvicinate previste dallo schema di decreto, l’Agenzia ha definito, insieme al partner tecnologico Sogei, un calendario dei lavori molto serrato, mentre sono già in corso diversi tavoli di colloquio con i soggetti coinvolti nel processo: associazioni di categoria, sostituti d’imposta, Inps, banche, imprese di assicurazione, Caf, intermediari, società di software.

Fatturazione elettronica
L’estensione della fatturazione elettronica alle operazioni commerciali “sarebbe uno strumento potente per migliorare il contrasto all’evasione fiscale ed il rapporto con i contribuenti”. Con pochi interventi normativi, l’infrastruttura creata per gestire il processo di fatturazione elettronico verso la PA potrebbe essere utilizzata anche per veicolare tutte le fatture scambiate nell’ambito del B2B (“business-to-business”), in modo da acquisirne le informazioni fiscalmente rilevanti e superare una serie di adempimenti che oggi gravano su imprese e professionisti (ad esempio, la comunicazione pro “spesometro”).

La moneta elettronica
Il tema dell’evoluzione dei sistemi di pagamento elettronico è di particolare interesse per la fiscalità sotto un duplice profilo: da un lato, i pagamenti elettronici favoriscono il contrasto a fenomeni evasivi legati all’uso del contante; dall’altro, contribuiscono ad ampliare la gamma dei servizi tributari erogati in rete per semplificare l’interazione con la “macchina fiscale”.

Per quanto riguarda l’F24, con gli intermediari della riscossione si stanno cercando nuove soluzioni di pagamento, come l’addebito su strumenti diversi dal conto corrente (ad esempio, carte prepagate ricaricabili). Mentre, da giugno, è partita in via sperimentale l’acquisizione delle deleghe F24 con modalità telematiche anche da parte di un primo prestatore di servizi di pagamento non bancario.

Quanto all’imposta di bollo, di recente è stato emanato il provvedimento per l’avvio del progetto “@e.bollo”, grazie al quale sarà possibile assolvere con modalità telematiche (carte di credito, debito o prepagate) il pagamento del tributo dovuto per le istanze presentate in via telematica alla Pa e per i relativi certificati/provvedimenti rilasciati.

L’utilizzo del contante – ha ricordato la Orlandi – alimenta le possibilità di sviluppare economia “sommersa”, che in Italia vale tra i 255 e i 275 miliardi di euro, cioè tra il 16,3 e il 17,5% del Pil.
L’incremento nell’uso della moneta elettronica (all’estero, una delle principali azioni utilizzate per contrastare il sommerso è stata il riconoscimento di un incentivo all’utilizzo delle carte di pagamento) ha un impatto positivo sia sulla riduzione del sommerso e, di conseguenza, sulle entrate fiscali, sia sui costi di gestione del contante, stimati in circa 4 miliardi di euro l’anno per il settore bancario (8 miliardi per il sistema Paese).

Razionalizzazione e semplificazione dell’Anagrafe tributaria
Per meglio rispondere alle esigenze dei contribuenti, degli enti esterni (pubblici e privati) e per rendere più efficiente e corretta la gestione dei propri processi, l’Agenzia delle Entrate ha già avviato da alcuni anni un progetto di rivisitazione del patrimonio informativo.
Tra le attività del progetto riveste importanza rilevante quella relativa alla razionalizzazione e semplificazione delle banche dati dell’Anagrafe tributaria, con particolare riferimento alle basi dati anagrafico-reddituali e di quelle a esse strettamente correlate (atti del registro e comunicazioni AT).
Tra le finalità del progetto: l’ottimizzazione delle banche dati; la razionalizzazione dell’utilizzo delle informazioni; l’identificazione e la predisposizione di servizi di accesso in modo da consentire la fruizione massiva e puntuale di tali informazioni; il miglioramento continuo dei livelli di qualità dei dati.

Molteplici sono le integrazioni esistenti tra l’Anagrafe tributaria e le altre banche dati pubbliche, in corso di implementazione ed estensione. In particolare, con l’Inps e con gli enti locali.
Il primo è, senza dubbio, l’Amministrazione pubblica alla quale l’Agenzia eroga il maggior flusso di dati. Nello specifico, vengono forniti la quasi totalità dei dati presenti in AT con diverse modalità di accesso: forniture massive; accessi in consultazione on line; servizi in cooperazione applicativa per consentire l’allineamento in tempo reale dei codici fiscali e relativi dati anagrafici.

Per quanto riguarda la collaborazione con gli enti locali, 19 regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, 93 province e l’87% dei Comuni italiani sono collegati al portale “Siatel”, con cui l’Agenzia, sulla base di specifiche convenzioni, rende loro disponibili – mediante consultazioni online o forniture massive – una rilevante parte delle informazioni presenti in Anagrafe tributaria.
Con specifico riferimento al processo di partecipazione dei Comuni all’accertamento dei tributi statali, i numeri confermano che la collaborazione è concreta, anche se non uniformemente sviluppata su tutto il territorio nazionale. Dal febbraio 2009 all’agosto 2014 sono state trasmesse oltre 66mila segnalazioni da oltre 900 Comuni; di queste segnalazioni, quasi 12mila sono state già trasfuse in atti di accertamento, con oltre 226 milioni di maggior imposta accertata: “ciò significa che ogni segnalazione ha mediamente consentito di accertare più di 19mila euro di maggiori imposte”.

Processo di miglioramento della qualità dei dati
Fra gli obiettivi prefissi c’è anche il miglioramento della qualità dei dati conservati in Anagrafe tributaria. E in quest’ottica, il progetto Anpr (anagrafe nazionale popolazione residente) riveste una grande importanza strategica nel fondamentale processo di digitalizzazione della Pa e dello sviluppo dei servizi al cittadino.
Con riferimento alle ulteriori funzioni, precedentemente esercitate dall’ex Agenzia del Territorio insieme all’Istat, è stato costituito un archivio nazionale, informatizzato e codificato, degli stradari e dei numeri civici di tutti i Comuni italiani (Ansc), che è stato già utilizzato proficuamente dall’Istat per gli adempimenti connessi al censimento del 2011.

Processo di integrazione Entrate-Territorio
L’Agenzia delle Entrate sta portando avanti l’integrazione con l’Agenzia del Territorio, secondo il disposto del Dl 95/2012. L’accorpamento delle due Agenzie è avvenuto il 1° dicembre 2012 e il personale del Territorio è confluito nei ruoli delle Entrate.
L’integrazione delle strutture preposte ai processi no core è stata completata nei termini fissati, entro la fine del 2013. Gli interventi sono stati supportati dall’unificazione anche dei sistemi informatici di ausilio ai processi gestionali (personale, contabilità, eccetera).
Il riassetto no core ha consentito la riduzione di 179 posizioni dirigenziali; contestualmente è stato attivato un primo blocco di posizioni organizzative di livello non dirigenziale.
Nel corso del 2014 è stato avviato il riassetto delle strutture preposte alle attività core, che dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2015.
Queste ulteriori misure consentiranno di completare la riduzione del numero di posizioni dirigenziali e di istituire le rimanenti posizioni organizzative speciali e saranno, quindi, fissate le dotazioni organiche a regime, secondo i criteri del Dl 95/2012.

Sogei e Agenzia delle Entrate
Nella gestione delle banche dati, Sogei svolge il fondamentale ruolo di partner tecnologico con cui l’Agenzia opera da tempo in via esclusiva, per l’ammodernamento e la manutenzione del sistema informativo, che è strumento imprescindibile per il raggiungimento dei propri obiettivi istituzionali.
In tale ottica, la Sogei rappresenta un patrimonio di conoscenze e di professionalità indispensabile per incrementare l’efficienza e l’efficacia delle attività di contrasto all’evasione attraverso l’incrocio delle banche dati interne ed esterne.
Tuttavia, in questi ultimi anni, l’Agenzia sta assistendo a una progressiva perdita di vigore nell’azione innovativa proposta da Sogei. Elemento di criticità, l’impegno diretto della società d’informatica, per disposizione normativa, anche su temi e contesti esterni al mandato originario esclusivo del ministero dell’Economia e delle Finanze.
Occorrerà conciliare – ha concluso il direttore – le recenti istanze di razionalizzazione delle banche dati esterne affidate alla gestione di Sogei con le esigenze del Sistema informativo dell’Agenzia, chiamato a raggiungere obiettivi sempre più sfidanti”.

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

AUTORE: Sonia Angeli

 

 

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