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I commissari se ne vanno lasciando la borsa piena

lentepubblica.it • 3 Novembre 2014

La cittadinanza intera si interroga da ieri riguardo il comunicato diffuso da Palazzo San Giorgio, nel quale si da notizia che il comune di Reggio Calabria al 29 ottobre 2014 ha disponibilità liquida che ammonta a €. 31.000.000,00, senza utilizzo di anticipazioni di tesoreria, consegnate nelle mani del neo eletto sindaco Giuseppe Falcomatà dai commissari prefettizi che hanno gestito la città per circa due anni. Questa scoperta, voci di corridoio già ne avevano anticipato i contenuti qualche settimana prima, ha lasciato basiti i reggini che si domandano giustamente il perché questi soldi siano rimasti inutilizzati nonostante la città e con lei varie fasce sociali deboli siano state quasi abbandonate a se stesse. Per spiegare con cognizione di causa questa vicenda alquanto strana e non incorrere in grossolani errori abbiamo interpellato il dott. Enzo Cuzzola, noto professionista reggino, specializzato in finanza degli enti locali.

Di seguito le domande a lui rivolte:

Dottore da dove provengono quei soldi? In quanto tempo possono essere stati accumulati?

Quei soldi provengono, in parte, dalla quota annuale di copertura del disavanzo prevista nel piano di riequilibrio, in parte dai trasferimenti dei quali ha goduto l’ente, a titolo di fondo di rotazione, legato appunto alla adozione del piano di riequilibrio. Questa complessiva disponibilità di cassa, mi convince ancor più della correttezza della  scelta da noi a suo tempo suggerita, cioè l’adozione del riequilibrio in luogo del dissesto, da tanti anelato. Si sono quindi potuti onorare i debiti con le imprese e quindi accantonare una riserva di liquidità.

Perché non sono stati spesi e si è atteso di darli al neo sindaco?

In effetti non si tratta di somme spendibili, bensì di somme pagabili. La stranezza sta nel fatto che per esempio alcuni liquidatori di società partecipate si sono visti negati i pagamenti, senza parlare della Sati che ha addirittura dovuto far ricorso al decreto ingiuntivo, con la giustificata falsa assenza di disponibilità di cassa.

Ma allora di quanto era il debito del Comune, se i commissari affermarono che al loro arrivo c’era un meno di 30 milioni in cassa?

Mi ripeto per l’ennesima volta, anche se oggi i dati sono talmente evidenti che non ce ne sarebbe più bisogno,  che il debito è quello che è stato certificato nel piano e che nel 2010 ammontava a 140 milioni circa. Del resto i sistemi contabili permettono sempre il risconto ed il bilanciamento delle cifre quindi se si sono avuti 180 milioni per anticipazioni di liquidità e ne sono stati spesi circa 145 milioni, il debito, inteso come disavanzo, coincide con il debito inteso come fatture da pagare alle imprese.

Come avrebbero potuto usare quei soldi ?

Sicuramente pagando fino all’ultimo i debiti, compresi quelli nei confronti delle partecipate, fornendo così ossigeno a tante famiglie reggine e evitando l’incancrenirsi di rapporti che alla fine hanno spinto i commissari a liquidare, immotivatamente ed in un periodo nel quale non hanno voluto approvare i bilanci delle altre partecipate, per evitare di assumere scelte di colore politico in prossimità delle elezioni, la Sati.

L’ attuale amministrazione che scenario finanziario si trova davanti?

Per prima cosa dovrà pensare, piuttosto che al dissesto come paventato fino all’altro ieri, alla rivisitazione del piano di riequilibrio, per restituire il maltolto ai cittadini, intendo ovviamente parlare della necessaria riduzione della pressione tributaria locale, che deve essere attuata da subito cioè già con riferimento alla TASI e TARI che stiamo pagando per l’anno in corso. Non vorrei che qualcuno non agisse giustificando poi tale inattività con le colpe del solito Scopelliti, che rammento a me stesso non è più sindaco dal 2010, così come rammento che il saldo positivo lasciato dai commissari, non rende più spendibile l’alibi Scopelliti.

Questa vicenda e la gestione finanziaria attuata dai commissari non le sembrano strane?

In verità più che strane mi sembrano “distorte”, convincendomi ancor di più della necessità che la legge sullo scioglimento degli enti locali vada rivista urgentemente. Ma in fondo mi fanno pensare per l’ennesima volta che così come ci sono i Buoni Padri di famiglia, ci sono anche quelli Cattivi, che sono quei padri che, pur disponendo di un consistente saldo positivo in banca, affamano i propri figli.

Nel ringraziare il dottore Cuzzola per la sua disponibilità ci auguriamo che una volta per tutte sia stato chiarito nella mente dei cittadini di Reggio Calabria come si sono svolti i “fatti” al Comune della nostra città.

 

 

FONTE: Profilo Facebook del dottor Enzo Cuzzola

AUTORE: Fabrizio Pace

 

Reggio_calabria

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