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Imposta Bollo Conti Correnti 2019: come si calcola?

lentepubblica.it • 17 Giugno 2019

imposta-bollo-conti-correnti-2019Imposta Bollo Conti Correnti 2019: i titolari di un conto corrente nel 2019 devono versare l’imposta di bollo, ma non in tutti i casi. Ecco alcuni chiarimenti.


Il balzello risale al 1972, introdotto col D.P.R. n. 642 ha subito poi modifiche col tempo.

Con il decreto Salva Italia varato dal Governo Monti, infatti, è stata introdotta in maniera effettiva un’imposta di bollo sui conti correnti postali e bancari pari a:

  • 34,20 euro per le persone fisiche;
  • 100,00 euro per aziende e titolari di partita IVA in generale.

Ma chi la deve pagare?

Imposta Bollo Conti Correnti 2019

Al calcolo della giacenza media concorrono tutti i conti correnti eventualmente aperti presso lo stesso istituto, e se la somma dei saldi supera il limite dei 5.000 euro l’imposta si addebita automaticamente. Può quindi anche accadere che l’imposta si addebiti un anno e non più l’anno successivo, o viceversa.

Per giacenza media si intende il calcolo della giacenza sul conto o sul libretto effettuato al momento dell’emissione dell’estratto conto o del rendiconto, ed è relativa al periodo rendicontato, anche in caso di apertura e chiusura in corso d’anno.

Ecco un esempio: se nei primi sei mesi verranno depositati 3.000 euro e nei mesi successivi 5.500 euro, nei primi due trimestri l’imposta di bollo sarà pari a zero mentre negli altri due sarà pari ad 8,55 euro per ogni trimestre.

L’imposta di bollo conto corrente si applica a:

  • estratti conto;
  • rendiconti dei libretti di risparmio;
  • prodotti finanziari.

A tale proposito, si segnale che l’Agenzia delle Entrate con la circolare 15/E ha provveduto ad emanare alcuni chiarimenti in merito all’applicazione dell’imposta, all’ambito oggettivo e soggettivo e al versamento del bollo.

Non è tenuto al pagamento dell’imposta di bollo il correntista che disponga di un reddito molto basso, con un ISEE inferiore a 7.500 euro, rientrando così nella categoria dei titolari esclusi dalle spese bancarie, oppure quando detenesse un conto corrente presso un istituto di pagamento o IMEL, un ente bancario che emette moneta elettronica.

Sono esenti dall’imposta anche i conti corrente di base, introdotti sempre dal Governo Monti per ridurre l’uso del contante, qualora si rivolgessero a fasce socialmente svantaggiate di clientela  devono essere offerti dall’intermediario senza spese.

Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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