Imposta Municipale Secondaria: pronta nei Comuni, ma solo con regolamento adatto

lentepubblica.it • 14 Gennaio 2015

I Comuni, che in concreto dovranno istituirla, potranno farlo solo dopo la stesura del documento che stabilirà i criteri a cui le Amministrazioni locali dovranno attenersi.

Include il canone e la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, rispettivamente Cosap e Tosap, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni (Icpdpa) e il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari. Si chiama Imus (imposta municipale secondaria), è stata introdotta dal Dlgs 23/2011 (articolo 11) e deve entrare in vigore quest’anno, ma non può ancora farlo, senza essere accompagnata dal regolamento governativo (comma 2, articolo 11 dello stesso decreto) alla cui stesura dovrà partecipare la Conferenza Stato-città e autonomie locali.

Nell’attesa della sua emanazione, i tributi da “rimpiazzare” restano dovuti. Lo precisa la risoluzione n. 1/Df del 12 gennaio, sottolineando che, riguardo alla partenza dell’Imus, il legislatore non ha previsto alcun rinvio.

La conferma che i tributi e i canoni attualmente vigenti non vengano meno in assenza del regolamento governativo si desume anche dalla lettura del comma relativo all’imposta di soggiorno. Anche questo tributo, infatti, avrebbe dovuto essere disciplinato con regolamento governativo che, comunque, non è mai stato emanato. Tuttavia i Comuni hanno potuto istituire l’imposta con proprio regolamento in virtù della norma di Salvaguardia recata dall’ultimo periodo dell’art. 4, comma 2, la quale stabilisce espressamente che “nel caso di mancata emanazione del regolamento previsto nel primo periodo del presente comma nel termine indicato i Comuni possono comunque adottare gli atti previsti dal presente articolo”.

Pertanto, i Comuni, che in concreto dovranno istituirla, potranno farlo solo dopo l’arrivo del richiamato regolamento: questo, infatti, conterrà i criteri a cui i regolamenti comunali dovranno conformarsi. Intanto, nessun pericolo per le casse locali, i tributi e i canoni, che l’Imus sostituirà, continueranno a rifornirle.

 

 

FONTE: Fisco Oggi – Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate

 

 

IMUS

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