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IMU agricola: nuovi ordini del giorno accolti da Camera e Senato

lentepubblica.it • 23 Marzo 2015

agricolturazNella seduta di giovedì 19 marzo 2015, la Camera dei deputati ha approvato, in via definitiva e senza modificazioni, il disegno di legge di conversione del decreto legge n. 4 del 2015.

 

Le forti discrepanze tra gettiti attualmente registrati e stime ministeriali del gettito atteso in relazione al nuovo regime di imponibilità dei terreni montani sono alla base di numerosi quesiti pervenuti nei giorni scorsi circa gli effetti sui bilanci 2014.

 

A riguardo, si richiama il comma 693 della Legge di Stabilità per il 2015 (L.23 dicembre 2014, n.190) che permette ai Comuni di accertare convenzionalmente nel bilancio 2014, a titolo di maggior gettito IMU, l’ammontare delle stime ministeriali, sulla cui base sono già stati apportati i corrispondenti tagli al Fondo di solidarietà comunale.

 

Questo dispositivo permette, per quanto provvisoriamente, di assicurare l’invarianza delle risorse 2014 a seguito del mutamento del regime imponibile dei terreni agricoli montani, evitando scompensi sugli equilibri dei bilanci di competenza 2014 e i conseguenti rischi di mancato rispetto del Patto si stabilità.

 

Va altresì osservato che il dl n. 4 del 2015, cosi come modificato nel corse dell’esame presso il Senato, affida al Ministero dell’economia e delle finanze il compito di procedere, entro il 30 settembre 2015 e sulla base di una metodologia condivisa con l’ANCI, alla verifica del gettito IMU per l’anno 2014, al fine di assicurare la più precisa ripartizione tra i Comuni dei tagli a valere sul Fondo di solidarietà.

 

È auspicabile che nell’ambito di tale procedura di verifica, anche sulla base dei contenuti degli ordini del giorno parlamentari di cui si rende conto di seguito, il Governo voglia provvedere allo stanziamento di maggiori risorse da destinare a far fronte all’eventuale scostamento tra le stime ministeriali ed il gettito effettivamente riscosso.

 

In particolare, dall’esame degli ordini del giorno approvati nei due rami del Parlamento, e giudicati favorevolmente dal Governo, emerge l’impegno a valutare interventi volti a:

 

 

• prevedere lo stanziamento di maggiori ed ulteriori risorse da destinare alla compensazione dell’eventuale minor gettito per l’intero comparto comunale derivante dal possibile scostamento tra i tagli effettuati a carico del fondo di solidarietà comunale e quanto introitato dai Comuni, per effetto della applicazione dei nuovi criteri;

 
• valutare una revisione dei criteri di esenzione dall’IMU che tenga conto di fattori significativi quali il rischio idrogeologico, la redditività aggiornata delle colture, le caratteristiche orografiche del suolo, gli aspetti tipici delle diverse realtà rurali territoriali nonché l’omogeneità dei territori, assicurando la coerenza della misura dell’imposta con la capacità contributiva dei medesimi terreni;

 
• avviare la riforma del Catasto terreni, al fine di una revisione dei valori catastali che rispecchi le effettive colture e redditività e tenga conto della non uniformità dei territori, anche nell’ambito di ciascun Comune, riuscendo così a differenziare tra zone svantaggiate e non, nonché superando le attuali difformità di classificazione tra aree omogenee di comuni limitrofi;

 
• ricondurre l’intera disciplina dell’IMU agricola nell’ambito generale della programmata riforma della fiscalità locale, in un’ottica di maggiore semplificazione, certezza e trasparenza dei criteri di tassazione.

Fonte: IFEL - Fondazione ANCI
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