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Imu e Tasi, il conto è a quattro cifre

lentepubblica.it • 26 Giugno 2014
Immobili. Monitoraggio di Confedilizia che attacca anche il primo troncone della riforma del Catasto: «Non c’è contraddittorio»
Confedilizia mette sempre più a fuoco il conto della Tasi che gli italiani pagheranno quest’anno. E punta il dito sui valori Omi-Agenzia delle Entrate, che sono la base ufficiale dell’imposizione fiscale sugli immobili. «I valori di mercato si stanno riducendo fino a un quinto delle stime Omi», denuncia il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, che ieri ha presentato un monitoraggio a campione in varie città italiane analizzando 2.500 acquisti di immobili presso le aste giudiziarie. Ancora, Confedilizia, audita ieri in Senato boccia il primo “pezzo” della riforma sul catasto, sulla composizione delle commissioni censuarie.
Le proiezioni di Confedilizia fanno capire che il conto Tasi sarà salato. A Bologna la Tasi di un’abitazione principale tipo (classe A/2, cinque vani) potrebbe costare 787 euro, e superare i 2.700 euro nel caso di abitazione in affitto (sommando Imu e Tasi). A Genova si arriva a 701 euro (prima casa) e 2.423 euro (affitto). A Milano i valori sono, rispettivamente, di 487 e 1.954 euro. Altri casi citati: Torino (565 e 1.954 euro); Genova (701 e 2.423); Roma (701 e 2.423); a Firenze (401 e 1.385); Napoli (551 e 1.904); Palermo (336 e 1.162); Bari (523 e 1.805 euro). Le stime, dice Confedilizia, sono fatte applicando alla Tasi la maggiorazione dello 0,8 per mille oltre il limite massimo dell’aliquota base. E riguardano la maggioranza dei Comuni (specie grandi città) che non hanno ancora deciso le aliquote.
Un altro fronte della fiscalità immobiliare è quello dei valori Omi dell’osservatorio delle Entrate, riferimento sia per le compravendite, sia per l’imposizione fiscale. Per dimostrare che i valori Omi sono oggi supervalutati, Confedilizia ha raccolto i prezzi di 2.500 case italiane acquistate alle aste giudiziarie. Un micro-insieme rispetto alle compravendite residenziali (403mila, nel 2013), ma che individua un trend: «Il prezzo reale pagato può essere fino a cinque volte inferiore ai valori Omi», afferma Sforza Fogliani.
Dura presa di posizione anche sulla riforma del catasto: «Sul dlgs sulle commissioni censuarie esprimiamo pieno disappunto», attacca Sforza Fogliani, perché, spiega: «Escludono ogni possibilità di contraddittorio. Se si continua così con gli altri decreti attuativi, ho forti dubbi che si possa costruire un catasto realmente rappresentativo dei valori e dei redditi correnti, come è invece nello spirito della legge delega».
FONTE: IFEL, Fondazione ANCI
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