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Migliora il dato sull’inflazione, peggiora l’occupazione

lentepubblica.it • 1 Luglio 2015

inflazioneSecondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettivita’ (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,1% sia rispetto al mese precedente sia nei confronti di giugno 2014, registrando lo stesso tasso tendenziale di maggio.

 

L’aumento su base mensile dell’indice generale, il secondo consecutivo, e’ da ascrivere principalmente all’aumento, in larga parte condizionato da fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,2%). L’inflazione acquisita per il 2015 e’ stabile a +0,1%. Secondo i dati Istat, la stabilita’ della variazione su base annua risulta sostanzialmente diffusa a tutte le tipologie di prodotto.

 

Le sole eccezioni da segnalare, che peraltro si compensano, riguardano i Servizi relativi ai trasporti (+0,3%, da +0,8% di maggio), i Tabacchi (+4,0%, da +4,4% del mese precedente) e i Beni durevoli (variazione nulla, da -0,4% di maggio). Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'”inflazione di fondo” e’ stabile allo 0,6%; stabile anche l’inflazione al netto dei soli beni energetici (+0,8%).

 

L’aumento su base mensile dell’indice generale e’ da ascrivere principalmente all’aumento – in larga parte condizionato da fattori stagionali – dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4%) e dei
Servizi relativi ai trasporti (+0,2%). L’inflazione acquisita per il 2015 e’ stabile a +0,1%. Rispetto a giugno 2014, i prezzi dei beni fanno registrare una flessione pari a quella rilevata a maggio (-0,3%) e quelli dei servizi una crescita stabile allo 0,7%. Di conseguenza, rispetto a maggio 2015 il differenziale inflazionistico tra servizi e beni non varia.

 

Dopo l’aumento del mese di aprile (+0,6%), a maggio gli occupati diminuiscono dello 0,3% (-63 mila) rispetto al mese precedente. Il tasso di disoccupazione resta invariato rispetto al mese precedente al 12,4%. I dati Istat indicano che dopo la crescita registrata a febbraio e a marzo e il calo di aprile, a maggio il tasso di disoccupazione resta invariato rispetto al mese precedente al 12,4%. Nei dodici mesi il numero di disoccupati è diminuito dell’1,8% (-59 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,2 punti percentuali. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta nell’ultimo mese (+0,3%, pari a +36 mila), dopo il calo dei quattro mesi precedenti. Il tasso di inattività, pari al 36,0%, aumenta di 0,1 punti percentuali. Su base annua gli inattivi diminuiscono dello 0,9% (-135 mila) e il tasso di inattività di 0,2 punti.

 

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo marzo-maggio 2015 il tasso di occupazione risulta in crescita (+0,1 punti percentuali). A fronte di un calo del tasso di inattività (-0,2 punti) il tasso di disoccupazione aumenta (+0,1 punti). A maggio il numero di occupati diminuisce rispetto ad aprile sia per la componente maschile (-0,3%) sia per quella femminile (-0,2%). Sia il tasso di occupazione maschile, pari al 64,6%, sia quello femminile, pari al 47,4%, registrano un calo di 0,1 punti percentuali. Nell’ultimo mese la disoccupazione cresce tra gli uomini (+1,7%) mentre cala tra le donne (-2,2%). Lo stesso andamento si osserva per i tassi di disoccupazione: quello maschile, pari al 12,1%, aumenta di 0,2 punti percentuali, mentre quello femminile, pari al 12,7%, diminuisce di 0,2 punti.

 

Nel mese di maggio l’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali aumenta rispetto al mese precedente dello 0,2% e diminuisce dell’1,9% rispetto a maggio 2014. Lo rende noto l’Istat.I prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno aumentano dello 0,2% rispetto ad aprile e diminuiscono del 2,7% su base annua. Al netto del comparto energetico si registra un aumento dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,2% in termini tendenziali.

 

I prezzi dei beni venduti sul mercato estero segnano un aumento dello 0,1% sul mese precedente (con un aumento dello 0,3% per l’area euro e una variazione nulla per quella non euro). In termini tendenziali si registra un incremento dello 0,7% (+0,2% per l’area euro e +0,8% per l’area non euro). Il contributo maggiore al calo tendenziale dei prezzi dei beni venduti sul mercato interno proviene dal comparto energetico (-2,8 punti percentuali).

 

Sul mercato estero i contributi positivi più rilevanti derivano dai beni intermedi per l’area euro (+0,4 punti percentuali) e dai beni di consumo non durevoli per l’area non euro (+0,6 punti percentuali) Il settore di attività economica per il quale si rileva il calo tendenziale dei prezzi più marcato è quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati, con diminuzioni del 10,0% sul mercato interno e del 16,4% su quello estero.

Fonte: Confcommercio
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