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Intesa Governo-Regioni. Ma la Lombardia dice “no” ai tagli orizzontali

lentepubblica.it • 20 Marzo 2014

Riunione “utile” e “positiva”, questa mattina a Palazzo Chigi, tra il governo e le Regioni, che vedono accolte le proprie richieste su due fronti: le riforme istituzionali e l’allentamento del patto di stabilita’, in relazione ai fondi strutturali. Resta il nodo della cassa in deroga: per la copertura manca un miliardo di euro. Ma sui costi della politica e sulla spending review Roberto Maroni chiede “che non ci siano tagli orizzontali” e consegna a Renzi un dossier sulla Lombardia, regione d’eccellenza.

Oltre al premier Matteo Renzi, alla riunione erano presenti il ministro per le Riforme Boschi, il ministro per gli Affari regionali Lanzetta, e il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio.

Ecco per capitoli, i temi affrontati dalla discussione tra governo e regioni, nella riunione di questa mattina a Palazzo Chigi.

PATTO DI STABILITA’ – “C’e’ un passo in avanti. La nostra proposta e’ stata accolta: il governo porra’ in sede europea il tema dei fondi Ue fuori dal patto di stabilita’”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Un allentamento e’ previsto anche per il patto di stabilita’ interno. Renzi l’ha definito “un patto di stupidita’ ed ha assicurato che interverra’ nel riequilibrio”, ha spiegato Roberto Maroni.

RIFORME
 – Le Regioni apprezzano “il fatto che il presidente del Consiglio abbia dato loro un ruolo importante” nel ridisegno del Senato e nella ridefinizione del Titolo quinto. “Siamo d’accordo sulla creazione del Senato delle Autonomie. C’è un’intesa in tal senso tra le Regioni e tra queste e l’Anci”, ha spiegato Errani. “Abbiamo inoltre proposto un meccanismo che consenta di superare meglio le competenze e i conflitti istituzionali a cui siamo stati sottoposti in questi anni. Sono proposte costruttive, come ha sottolineato anche il ministro Boschi con cui ci apprestiamo a lavorare”. I tempi sono “acceleratissimi, la sintesi arrivera’ entro la fine di marzo”.

SPENDING REVIEW 
– Le regioni hanno chiesto che i risparmi realizzati nella sanita’ restino nel comparto. “E’ giusto razionalizzare e qualificare la spesa in sanita’, il Patto per la salute va proprio in questa direzione. Le risorse pero’ vanno reinvestite nella sanita’”, ha spiegato Errani. E Roberto Maroni, presidente della Lombardia, ha aggiunto di tenere presente che “che ci sono regioni virtuose, come la Lombardia, che gia’ oggi stanno molto al di sotto della media dei costi standard. Sarebbe assurdo che fossero penalizzate”.

LAVORO – E’ il nodo caldo sul tavolo del governo, segnalato sia da Errani che da Maroni. “Manca un miliardo di euro per finanziare la cassa integrazione in deroga. Solo da noi in Lombardia, sono a rischio migliaia di posti di lavoro”, ha detto il governatore lombardo. Matteo Renzi ha assicurato che il governo interverra’. Venerdi’ mattina e’ prevista una riunione di governo coordinata dal ministro del lavoro Giuliano Poletti.

I DISTINGUO DELLA LOMBARDIA – Roberto Maroni ha consegnato a Renzi un dossier in cui mette in evidenza il caso virtuoso del Pirellone.  Virtuoso sul piano delle spese per la sanita’, ma anche sui costi della politica. “Il costo medio per abitante e’  di 24 euro. Da noi e’ 9 euro per abitante. La mia idea è che deve scendere chi sta sopra la media. E chi sta sotto come noi rimane stabile. Ma bisogna considerare che ci sono regioni e regioni. Non possono esserci tagli orizzontali”, ha detto Maroni al presidente del consiglio.

FONTE: Agenzia Dire (www.dire.it)

AUTORE: Alfonso Raimo

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