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L’artbonus fa il suo ingresso. Il Fisco incoraggia il mecenate

lentepubblica.it • 3 Giugno 2014

Sconti d’imposta a persone fisiche, enti non commerciali e impresari che contribuiscono alla ristrutturazione e alla manutenzione di opere di interesse artistico e culturale

Tra le misure a sostegno dell’economia il governo mette in primo piano quelle dirette al rilancio del patrimonio culturale e del turismo, ricchezze fondamentali per il Belpaese ed è, in questa direzione, che puntano le disposizione del decreto legge 83/2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 maggio.
Previsti, con il provvedimento, soluzioni per il sito archeologico di Pompei e la reggia di Caserta, semplificazioni di carattere burocratico e organizzativo, incentivazioni al turismo digitale e all’ammodernamento delle strutture ricettive, linee guida per l’assunzione di giovani con specializzazioni ad hoc e, soprattutto, un artbonus con il quale il Fisco premia il mecenatismo.
Cos’è l’Artbonussuoi tempi e percentuali
Si tratta dello sconto fiscale, sotto forma di credito d’imposta, previsto per le erogazioni liberali a favore di interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura pubblici e per la realizzazione di nuove strutture o il restauro e il potenziamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri pubblici, che operano, senza scopo di lucro, nello spettacolo.
L’agevolazione, operativa dall’1 giugno, è triennale ed è del 65% per il 2014 e 2015, mentre scende al 50% per le somme corrisposte nel 2016.Le persone fisiche e gli enti senza scopo di lucro possono usufruire del credito fino al 15% del reddito imponibile, invece, per i titolari di reddito d’impresa, il tetto massimo di sconto è pari al 5‰ dei ricavi annui.
L’importo va ripartito in tre quote annuali di pari importo.
La norma stabilisce, inoltre, che i mecenati titolari di reddito d’impresa, possono utilizzare il bonus anche in compensazione e che la somma non rileva ai fini delle imposte sui redditi e sull’Irap.
Un’altra buona notizia è che all’artbonus non sono applicate le limitazioni di importo previste dall’articolo 1, comma 53, della legge 244/2007 e dall’’articolo 34 della  legge 388/2000.Per esigenze di trasparenza, i destinatari delle erogazioni liberali, mensilmente, devono fare il punto al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibac), sulle somme ricevute e sul loro utilizzo e destinazione nel periodo di riferimento, dandone anche comunicazione pubblica attraverso un’apposita sezione del loro sito web.

Più sostanzioso il tax credit per il cinema
Aumenta e passa da 5 a 10 milioni di euro il limite massimo del credito d’imposta per le imprese di produzione esecutiva e le industrie tecniche che realizzano in Italia, utilizzando mano d’opera italiana, film o parti di film stranieri (articolo 1, comma 335, legge 244/2007), agevolazione entrata a regime dall’1 gennaio di quest’anno con l’articolo 8 del Dl 91/20013. È questa la prima delle due misure dirette a incentivare gli investimenti esteri in Italia nel settore della produzione cinematografica.
La seconda riguarda il sostanzioso ritocco allo stanziamento per gli sconti fiscali a favore, appunto, di cinema e produzioni audiovisive, che è aumentato di 5 milioni raggiungendo i 115 milioni di euro, incremento che si farà sentire, però, dall’1 gennaio 2015.
Le modalità applicative di tali misure saranno stabilite con il decreto Mibac di concerto con il Mef, da adottare entro il 30 giugno 2014.

Un input dal Fisco, anche per il turismo
Il sostegno al settore turistico si attua in due direzione: incentivazioni per l’adozione di sistemi digitali e vantaggi fiscali per le opere di ristrutturazione e l’ammodernamento di alberghi e altre strutture recettive.
Il mezzo è sempre lo stesso: il credito d’imposta da suddividere in tre quote annuali di pari importo.
In entrambi i casi l’accesso al beneficio è nei limiti stabiliti dalla normativa europea per gli aiuti de minimis.

Alberghi, hotel e pensioni, per rimanere al passo con la competitività internazionale devono investire nel digitale ed è per questo che il Dl 83/2014 riconosce agli esercizi ricettivi (singoli o aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari) un credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenute negli anni 2015, 2016 e 2017, per l’acquisto, ad esempio, di impianti wi-fi, siti e portali web, programmi per la prenotazione e il pagamento on line, servizi di comunicazione e promozione capaci di dare visibilità sul web e sui social media e comunità virtuali, servizi di formazione rivolti al titolare dell’impresa e dei dipendenti per l’utilizzo dei sistemi digitali.
Esclusi dal bonus, invece, i costi per l’intermediazione commerciale.
La spesa massima agevolabile è di 12.500 euro e, comunque non possono essere superati i 15mila euro stanziati allo scopo per ciascun periodo d’imposta.
Il credito è utilizzabile soltanto in compensazione e attraverso il modello F24, che va presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore del Dl 83/2014, un decreto del Mibac di concerto con il Mef, stabilirà il dettaglio delle modalità attuative del regime di favore.

Vantaggi fiscali, inoltre, a “svecchiamenti” più “materiali”. Introdotto, infatti, un credito d’imposta anche per le opere di riqualificazione e accessibilità degli immobili che ospitano i turisti. Agevolabili, quindi, le ristrutturazioni edilizie e i lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
A beneficiarne gli alberghi già attivi all’1 gennaio 2012. Il bonus è nella misura del 30% dei costi sostenuti nel triennio 2014/2016, fino a un massimo di 200mila euro per periodo d’imposta. Il credito, anche in questo caso, è riconosciuto fino all’esaurimento del plafond di 15 milioni di euro.
Si può usufruire dell’agevolazione soltanto in compensazione spalmando la somma in tre rate annuali, la prima delle quali è utilizzabile non prima dell’1 gennaio 2015.

Istruzioni più specifiche, rispetto all’applicazione del bonus, arriveranno, entro tre mesi, con un decreto attuativo (di Mibac e Mef), con il quale saranno individuati gli esercizi che possono usufruire del credito, i costi ammessi, le procedure di accesso al beneficio, il limite per ogni singola spesa, le modalità di recupero delle somme indebitamente utilizzata a credito.

FONTE: Fisco Oggi, giornale on line dell’agenzia delle entrate
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