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La lettera dei Sindaci al Governo sulla Legge di Bilancio 2020

lentepubblica.it • 11 Novembre 2019

lettera-sindaci-governo-legge-bilancio-2020Un incontro urgente in vista dell’avvio del percorso di approvazione della manovra 2020 per rappresentare le esigenze dei territori ed individuare soluzioni idonee per scongiurare il pericolo di un aumento delle situazioni di crisi finanziaria.


La lettera dei Sindaci al Governo sulla Legge di Bilancio 2020. Ecco in sintesi il messaggio recapitato con una lettera firmata da un lungo elenco di sindaci di città grandi e piccole al Presidente del consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, a pochi giorni dal varo della manovra 2020.

Pur apprezzando alcuni dispositivi contenuti nel ddl bilancio 2020, con i quali si affrontano nodi essenziali del sistema degli enti locali, come la ristrutturazione del debito e i contributi a sostegno della ripresa degli investimenti locali, i Sindaci manifestano però altrettanta preoccupazione.

Soprattutto per il mantenimento di norme che comporteranno una ulteriore ed ingiustificata restrizione della parte corrente del bilancio. Ovvero quella necessaria alla erogazione dei servizi, dopo che il comparto ha già contribuito per oltre 12 miliardi di euro al consolidamento strutturale dei conti pubblici.

La lettera dei Sindaci al Governo sulla Legge di Bilancio 2020: il punto

In particolare, si punta l’attenzione sull’effetto combinato che avrà in termini di riduzione della capacità di spesa. Con il concomitante aumento della percentuale di accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE). E l’entrata in vigore del “Fondo di garanzia crediti commerciali”.

Il contesto rappresenta la rigidità dei bilanci, amplificato dall’aumento delle spese di personale dovuto alla ripresa della contrattazione. Che i Comuni purtroppo sono obbligati a finanziare in via autonoma e per intero. I Sindaci poi ricordano l’assenza del rifinanziamento del taglio di 564 milioni di euro. A suo tempo introdotto “fino al 2018” con il dl 66/2014 – sul quale pende un ricorso dell’ANCI innanzi al giudice amministrativo. Automaticamente ripristinato già da quest’anno per Province e Città metropolitane.

Il rischio è duplice. Vedere aumentata la platea degli enti impossibilitati ad erogare i servizi indispensabili pur in assenza di obiettivi squilibri di bilancio, con conseguenti rischi di dissesto. Un inutile aumento della pressione fiscale, senza alcuna effettiva utilità aggiuntiva in termini di servizi erogati.

Per questo i Sindaci chiedono di poter essere ascoltati al più presto per individuare soluzioni positive nel corso dell’esame parlamentare della manovra 2020.

Fonte: IFEL - Fondazione ANCI
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