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L’imposta di soggiorno può essere un’opportunità per promuovere il territorio

lentepubblica.it • 26 Novembre 2014

“Un’azione sinergica tra Comuni e imprese e una stretta collaborazione con gli operatori del settore affinché gli introiti dell’imposta di soggiorno vengano impiegati per la promozione e per rendere più attrattivi i territori. Così la presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti intervenendo oggi a Firenze al convegno “Tre anni di tassa di soggiorno” promosso da Confesercenti e Assoturismo.

“La Toscana conta quasi 44 milioni di presenze l’anno – ha detto Biagiotti – Arte, storia e paesaggio toscano sono ineguagliabili, ma dobbiamo essere capaci di competere anche su altri fattori, creando un’offerta completa e unica e assecondando i bisogni di un turista sempre più esigente e attento alle emozioni che il viaggio deve evocare. Per fare questo occorre un’azione comune tra le amministrazioni e gli operatori del settore affinché le risorse derivanti dalla tassa di soggiorno vengano utilizzate per migliorare l’attrattività dei nostri territori e permettere alle aziende di adeguarsi ai nuovi standard internazionali”.

“Anci Toscana – ha concluso la presidente – è pienamente disponibile a collaborare, coinvolgendo tutti i Comuni toscani, attraverso la stesura di un protocollo comune con gli operatori di settore”.

Ricordiamo che l’imposta di soggiorno, detta anche tassa di soggiorno, è un’imposta di carattere locale applicata a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive di territori classificati come località turistica o città d’arte.

La legge n. 42/2009 sul federalismo fiscale ha aperto in Italia nuovi scenari di autonomia per gli enti locali; in questo contesto il settore turistico è stato subito interessato al mutamento in atto. L’imposta di soggiorno è stata, infatti, reintrodotta nell’ordinamento italiano con due distinti provvedimenti che sono:

– Il Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 che, solo per il comune di Roma, ha stabilito la possibilità di introdurre un contributo di soggiorno a carico di chi alloggia nelle strutture ricettive della città, da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione alla loro classificazione fino all’importo massimo di 10,00 euro per notte di soggiorno.

– Il Decreto Legislativo 14 marzo 2011 n. 23, recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale, ha conferito ad altri comuni la facoltà di istituire l’imposta di soggiorno. Più precisamente ai sensi del comma 1 dell’articolo 4 del suddetto decreto, i comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno.

 

 

FONTE: ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani

 

 

tassa di soggiorno

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