MEF: pubblicato il documento programmatico di bilancio 2015

lentepubblica.it • 23 Ottobre 2014

Alla luce dell’interesse mostrato da economisti e commentatori per la metodologia utilizzata dalla Commissione europea per stimare l’output potenziale dell’economia, pubblichiamo le considerazioni su “La stima della crescita potenziale e le implicazioni per la politica di bilancio” che si trovano nel Documento programmatico di bilancio 2015 . Il valore stimato dell’output potenziale determina il calcolo dell’output gap, al quale vengono condizionate le politiche fiscali degli stati membri dell’Unione europea.

La stima della crescita potenziale e le implicazioni per la politica di bilancio

Nei quindici anni precedenti la crisi attuale – tra il 1992 e il 2007 – il PIL dell’Italia è cresciuto in media dell’1,5 per cento all’anno. Il modello concordato in sede europea stima per lo stesso periodo una crescita media del prodotto potenziale pari all’1,4 per cento. Rispetto ad altri paesi europei o dell’area OCSE la crescita – effettiva e potenziale – è risultata particolarmente debole, frutto dei gravi problemi strutturali che affliggono l’economia italiana da ben prima della crisi.

Gli sviluppi macroeconomici più recenti indicano che la già flebile crescita delle economie dell’Area dell’Euro è in significativo rallentamento. La debolezza congiunturale, la fragilità della ripresa, i puntuali ripiegamenti dell’attività economica suggeriscono una criticità di fondo di carattere strutturale, che in parte è la conseguenza dei danni provocati dalla recessione profonda e persistente degli ultimi anni.

La perdurante incertezza che ha caratterizzato le economie europee ha modificato i comportamenti di imprese e famiglie, riducendone la propensione all’investimento e al consumo; ha inaridito le fonti di reddito e la possibilità di accedere al credito, riducendo la capacità di spesa. La debole domanda nell’Eurozona ha limitato inoltre l’usuale contributo delle esportazioni alla ripresa.

Le manovre di politica monetaria sin qui attuate non sono state sufficienti da sole a rilanciare la crescita in Europa, pur fornendo un cruciale contributo alla stabilità finanziaria. I benefici delle riforme strutturali si stanno concretizzando con maggiore ritardo e minore intensità anche in ragione della persistente carenza di domanda aggregata.

Più in generale, questo quadro suggerisce che l’Area dell’Euro è a un bivio. In assenza di interventi significativi i Paesi Europei rischiano di avvitarsi in una spirale di stagnazione e deflazione, nella quale una disoccupazione elevata e una crescita nominale piatta rendono più difficili il recupero di competitività e la sostenibilità del debito.

In tale contesto, il Governo italiano ritiene necessario prevedere una ripresa meno marcata e tardiva rispetto a quella prefigurata nel Documento di Economia e Finanza (DEF) dello scorso aprile. Parallelamente l’inflazione rimane eccessivamente bassa ed in continuo calo, alimentando crescenti rischi deflattivi.

Per il 2014 la stima di crescita del PIL risulta pari a -0,3 per cento. In prospettiva il PIL è previsto aumentare dello 0,6 per cento nel 2015, fino a raggiungere una crescita dell’1,4 per cento nel 2018, grazie anche all’impatto delle riforme già approvate e in corso di approvazione e di implementazione.

Raggiungere un sentiero di crescita diverso richiede di agire con tutte le leve di politica economica a disposizione, ovvero politica monetaria, strutturale e di bilancio, in maniera coordinata e sinergica.

Il Governo italiano è intenzionato a continuare il programma di riforma avviato che avrà un orizzonte temporale di circa tre anni. In questo arco temporale sarà assicurata l’attuazione delle riforme stesse, favorendo le interazioni positive con la politica di bilancio, in un’unica strategia di stimolo e sostegno della domanda aggregata nel breve termine e di aumento del potenziale dell’economia, in linea con la strategia dell’Unione Europea sulla crescita e l’occupazione.

 

 

Consulta l’allegato: DOCUMENTO_PROGRAMMATICO_DI_BILANCIO_2015

 

FONTE: MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze

 

Bilancio

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