Disponibile in rete la bozza del modello IRAP 2016

lentepubblica.it • 14 Gennaio 2016

irap_bigLa bozza della dichiarazione Irap 2016 è on line sul sito dell’Agenzia. Come quelle che l’hanno preceduta, presenta in evidenza, in particolare nelle istruzioni, le novità normative recepite. Tra le altre, la possibilità di dedurre integralmente il costo del lavoro a tempo indeterminato e il credito d’imposta, da utilizzare in compensazione, per chi non ha dipendenti, entrambe introdotte dall’articolo 1, commi da 20 a 25, della Stabilità 2015, la legge 190/2014.

 

Più in dettaglio, debuttano nella dichiarazione Irap 2016:

 

  • per tutti i soggetti passivi, la deduzione del costo residuo per il personale dipendente, ossia la possibilità di dedurre integralmente il costo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato eccedente l’importo delle deduzioni (analitiche o forfetarie) spettanti in base a specifiche disposizioni del decreto legislativo 446/1997 (contributi per assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro; deduzione forfetaria e contributi assistenziali e previdenziali per i lavoratori a tempo indeterminato; spese per apprendisti, disabili, personale assunto con contratti di formazione e lavoro, personale addetto alla ricerca e sviluppo; indennità di trasferta, per la parte che non concorre al reddito del dipendente, sostenute dalle imprese di autotrasporto merci; deduzione per le imprese con componenti positivi non superiori a 400 mila euro; deduzione per l’incremento della base occupazionale)

 

  • per i soggetti senza lavoratori dipendenti, il credito d’imposta, pari al 10% dell’imposta lorda, da fruire esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, a decorrere dal 2016. Si ricorda, a tal proposito, che va indicato il codice tributo “3883”, istituito dalla risoluzione 105/2015

 

  • per i soggetti titolari di reddito d’impresa che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime “patent box” (tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, marchi d’impresa, disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili), la non concorrenza del 50% di quelle somme alla formazione del reddito complessivo e alla determinazione del valore della produzione netta.
Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate
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