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Sono iniziate le operazioni di dichiarazione e versamento del MOSS

lentepubblica.it • 31 Marzo 2015

moss, mini-one-stop-shopLa comunicazione è obbligatoria anche se nel trimestre di riferimento non sono stati resi servizi Tte, e le scadenze restano invariate anche se cadono in un giorno festivo.

 

Il nuovo sistema di tassazione Iva per i servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici (Tte) rese a consumatori privati europei (B2C), ormai noto con il nome di Moss, entra nel vivo.

 

Dall’1 gennaio 2015, in applicazione della direttiva 2008/8/CE, le prestazioni di servizi Tte rese a consumatori privati sono tassate nel paese del consumatore finale (Stato membro di consumo).

 

Al fine di ridurre l’onere per i soggetti passivi derivante dalla necessità di adempiere agli obblighi Iva in ciascuno Stato membro di consumo, la direttiva ha previsto la realizzazione dell’interfaccia elettronica denominata Mini sportello unico (Mini one stop shop, in breve, Moss) per consentire alle imprese, in via facoltativa, di effettuare tutti gli adempimenti esclusivamente nello Stato membro in cui sono “stabilite” (cosiddettoregime Ue) o “identificate” (cosiddetto regime non Ue).

 

Dall’1 aprile inizia la fase operativa, con l’invio, tramite il portale, delle prime dichiarazioni e l’effettuazione dei primi versamenti da parte dei soggetti passivi registrati al Moss in Italia, in concomitanza con tutti gli operatori Tte residenti negli altri Stati dell’Unione.

 

Con il comunicato di oggi l’Agenzia presenta le funzionalità web per dichiarazioni e versamenti che gli operatori possono utilizzare già per il primo trimestre 2015.

 

A regime, i soggetti Moss presentano la dichiarazione – con cadenza trimestrale – ed effettuano i relativi versamenti, tra il primo e il ventesimo giorno del mese successivo alla fine del trimestre di riferimento (aprile, luglio, ottobre, gennaio).

 

Contrariamente alla normativa nazionale, le scadenze restano invariate anche se ricadono in un giorno festivo.

 

La dichiarazione è obbligatoria anche se nel trimestre non sono stati resi servizi Tte (dichiarazione “a saldo zero”).

Per l’Italia, gli operatori inviano tutti i dati richiesti esclusivamente attraverso il portale elettronico, compilando le interfacce secondo un percorso guidato, disponibile, anche il lingua inglese, nell’area ad accesso riservato dei servizi telematici.

 

Per i soggetti in regime Ue (residenti e S.O. di soggetti extra Ue) la dichiarazione Iva Mosscomprende solo le prestazioni di servizi Tte verso consumatori privati non italiani.

I soggetti extra europei (senza stabile in Ue) identificati in Italia includono, invece, anche le prestazioni Tte rese ai committenti italiani.
Il sistema assegna alla dichiarazione un codice (numero di riferimento unico) importante per la corretta effettuazione del versamento dell’Iva risultante dalla dichiarazione.

 

Grazie a questo codice, infatti, il sistema è in grado di abbinare il versamenti alla dichiarazione. L’eventuale non indicazione del predetto numero di riferimento unico nella causale del pagamento potrebbe generare errati o mancati abbinamenti, forieri di possibili problemi per i contribuenti. Pertanto, è raccomandabile la massima attenzione su questo particolare.

 

Per i versamenti sono previste due differenti modalità:

 

 

  1. addebito sul proprio conto corrente postale o bancario in Italia, per i soggetti registrati al regime Ue, accedendo alla propria area riservata e seguendo le istruzioni ivi fornite
  2. bonifico su un conto aperto presso la Banca d’Italia, il cui codice Iban è disponibile sul portale Moss, per i soggetti registrati al regime non UE e per quelli che non sono in possesso di conto corrente italiano.

 

 

Le dichiarazioni e i relativi versamenti ricevuti verranno inviati attraverso una rete sicura ai rispettivi Stati membri di consumo.
I contribuenti hanno a disposizione per ogni informazione un portale ad accesso riservato e un’area dedicata sul sito dell’Agenzia, redatti entrambi anche in inglese.

Fonte: Fisco Oggi, Rivista Telematica dell'Agenzia delle Entrate - articolo di Andrea Ortolano
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