Rifinanziamento della “Nuova Sabatini” anche per il 2021

lentepubblica.it • 2 Luglio 2021

nuova-sabatini-2021La novità è stata inserita all’interno dell’ultimo Decreto approvato dal CdM.


Rifinanziata dal Consiglio dei ministri anche per il 2021, nel Decreto Imprese e Lavoro, per un totale di 600 milioni la “Nuova Sabatini”, la legge finalizzata al sostegno di investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per acquisto di beni strumentali.

Rifinanziamento della “Nuova Sabatini” anche per il 2021

La norma, fortemente voluta dal ministro Giancarlo Giorgetti, prevede che per le domande trasmesse in data antecedente al 1° gennaio 2021, per le quali risulti già erogata in favore delle PMI beneficiarie almeno la prima quota di contributo, il Ministero può procedere ad erogare le successive quote di contributo.

La misura mira, inoltre, ad equiparare il trattamento delle imprese beneficiarie della “Nuova Sabatini”. Consentendo l’erogazione accelerata delle rimanenti quote di contributo in favore di tutte le PMI, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda e dall’importo del finanziamento.

“Sono soddisfatto per l’approvazione di questa misura – dice Giorgetti – auspicata giustamente dal mondo delle imprese e sostenuta da me con grande convinzione”.

Che cos’è la Nuova Sabatini?

La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese

La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing:

  • macchinari
  • attrezzature
  • impianti
  • beni strumentali ad uso produttivo e hardware
  • nonché software e tecnologie digitali.

A chi si rivolge

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.

 

 

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Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it
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